Carburanti, effetto Eni: prezzi in calo, ma molto poco
“Effetto Eni”. L’iniziativa della compagnia ha prodotto un primo calo dei prezzi dei carburanti, ma l’impatto sulle medie nazionali, almeno per ora, è contenuto.
Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori, dal primo giorno di applicazione dello sconto sul tetto di prezzo fissato da Eni, il gasolio in autostrada è passato a una media di 2,19 euro al litro, con una diminuzione di 3,9 centesimi rispetto al giorno precedente. Per un pieno da 50 litri il risparmio è quindi di circa 1,95 euro, pari a una riduzione dell’1,59%.
La benzina, con un prezzo massimo fissato a 1,99 euro al litro, è invece scesa di 4 centesimi, con un risparmio di circa 2 euro per un rifornimento da 50 litri, pari a una diminuzione dell’1,77%.
Nella rete stradale ordinaria il calo è stato ancora più contenuto: nelle regioni, infatti, la diminuzione media è inferiore a un centesimo al litro per entrambi i carburanti, con -0,8 centesimi per il gasolio e -0,7 centesimi per la benzina.
“L’iniziativa è lodevole e ha prodotto un primo effetto, ma l’impatto sulle medie nazionali è stato decisamente ridotto”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
A livello regionale, il calo maggiore dei prezzi si registra in Friuli Venezia Giulia, che conquista il primo posto sia per il gasolio, diminuito di 2,6 centesimi al litro, sia per la benzina, scesa di 2,4 centesimi. Seguono il Lazio, con una riduzione di 1,5 centesimi per il gasolio e di 1,3 per la benzina, e l’Abruzzo, rispettivamente con -1,4 e -1,1 centesimi al litro.
Secondo l’associazione, in queste tre regioni la presenza della rete Eni è particolarmente significativa. In Sardegna, invece, si registra il minore effetto sul prezzo del gasolio, anche in relazione alla presenza più limitata delle stazioni Enilive. In Lombardia, nonostante la presenza massiccia di Eni, l’impatto sulla media regionale è stato più contenuto.
“L’iniziativa è servita ed è positiva, soprattutto per chi abita o lavora vicino a una stazione Eni”, prosegue Dona. “Dovremo però aspettare qualche giorno per verificare se l’eventuale calo delle vendite delle altre insegne produrrà effetti sul mercato e spingerà anche le altre compagnie a ridurre i prezzi”.
Per l’Unione Nazionale Consumatori, tuttavia, l’intervento di Eni non è sufficiente. “Questi dati ci dicono anche che il Governo deve fare la sua parte”, sottolinea Dona. “I prezzi medi del gasolio restano molto elevati: oltre 2,4 euro al litro in autostrada e sopra i 2,3 euro sulla rete stradale ordinaria. La benzina, abbandonata al suo destino dal 4 luglio, supera invece i 2,2 euro al litro in autostrada e i 2,1 euro sulla rete stradale”.
L’associazione chiede quindi al Governo di intervenire sul maggiore gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti. “Occorre restituire agli automobilisti i soldi che lo Stato ha incassato in più grazie all’Iva”, conclude Dona, contestando i calcoli legati al meccanismo delle cosiddette accise mobili e chiedendo che venga considerato quanto effettivamente incassato dall’erario rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.




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