Mensa, il giorno del redde rationem
Il day after la partenza del servizio di mensa a Benevento in un clima di grande confusione e con i genitori in grande fermento ma con poca coesione tra loro in un contesto che definire caotico è davvero eufemistico. In un mare di difficoltà oggi, come annunciato, è partito il servizio in 5 scuole cittadine ma vi hanno accesso solo gli iscritti fino al 11 settembre, data di scadenza delle domande e il personale scolastico.
In tutto 1511 alunni su di un totale di 2066 , il che vuole dire una differenza di cinquecento pasti o poco più cui si è cercato di sopperire con quegli istituti, vedi il Convitto Giannone, che hanno consentito alle famiglie di portare i pasti da casa per la San Filippo e la Scuola Pietà e con il supporto del centro cottura del Conservatorio a corredo di quello di Authentica a Ceppaloni che però è sotto osservazione da parte dell’Asl e non può lavorare a ritmo pieno e che alla fine è il vero problema dei problemi. Per tutti coloro rimasti fuori e non iscritti bisognerà fare una ulteriore valutazione, sostengono dal Comune.
E l’Asl, che dovrà effettuare le proprie valutazioni sia a Ceppaloni sia al centro di cottura di Via dei Mulini con Via Oderisio che non ci sta al tentativo di scaricabarile che più volte è partito da Palazzo Mosti. Insomma un vero guazzabuglio da cui si stenta ad uscire e se si uscirà non sarà in tempi rapidissimi.
In mezzo ci sono i genitori, quelli dei ragazzi che per adesso risultano fuori dal servizio e con la impossibilità di introdurre pasti per conto loro. Prendiamo quelli della Sant’Angelo a Sasso dove resta il divieto dei pasti portati da casa. Stamattina per molti di loro, e va detto che l’unità non è tra le componenti maggiori, è stata una mattinata assai diversa dalle altre e fuori i cancelli hanno manifestato il loro disappunto.




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