Ficomirrors, delocalizzazione sulla pelle degli operai
Scoppia il caso Ficomirrors a Morcone. L’azienda spagnola, che costruisce specchietti retrovisivi ad alta tecnologia per Stellantis, ha deciso di delocalizzare in Polonia il suo core business e lo ha comunicato nelle ore passate alle rappresentanze sindacali unitarie e alle segreterie di Fiom Fim e Cub.
Un autentico fulmine, a ciel sereno m,a fino ad un cerrto punto, che ha scaraventato nella preoccupazione ma anche nella rabbia i 210 tra lavoratori e lavoratrici che lavorano nello stabilimento sannita. Un colpo durissimo al comprensorio che Ficosa, la società catalana di cui la famiglia Pujol ha riacquisito il 69% del capitale azionario detenuto in precedenza da Panasonic, piazza alla già traballante situazione economica di un comprensorio che rischia il collasso se questa soluzione dovesse andare in porto.
I sindacati metalmeccanici la giudicano una mera operazione di profitto sulla pelle dei lavoratori in uno stabilimento ad elevata qualità della produzione, una operazione che rivelerà i suoi effetti a partire dal 2028, anno in cui cesseranno le commesse che ne garantiscono ancora l’attività. Cub e Fiom parlano, che hanno decretato il blocco della produzione, parlano apertamente di dumping salariale, altra aggressione ai lavorartori attraverso una riduzione dei costi del lavoro applicando condizioni economiche e normative nettamente inferiori rispetto agli standard del settore.
Dalla voce degli operai in lotta, e sono tanti rispetto alle normali rivendicazioni sindacali, il nerbo di questo nuovo fronte anti-operaio e prettamente padronale che si è aperto nel Sannio.
Attorno agli operai la solidarietà dei sindaci dellle comunità circostanti e della classe politica che con le deputazioni sannite ha già espresso piena ed incondizionata solidarietà.




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