No centralizzazione Eic, Facchino: “nostro modello di gestione è virtuoso”
Una decisione che è passata senza troppi clamori di cronaca ma l’orientamento preso dagli undici sindaci riuniti a Fragneto Monforte, molti dei quali di orientammento mastellista e non è cosa da poco, di fare blocco comune e condividere l’attuale gestione autonoma e diretta della propria risorsa idrica e quindi fermare il processo di centralizzazione coatta imposto dall’Ente Idrico Campano è quasi straordinaria se si pensa che l’assemblea riunita a Fragneto, ha respinto all’unanimità i tentativi di assorbimento forzato dei servizi nella società mista Sannio Acque S.r.l., evocando addirittura “attacchi diretti alla sussidiarietà e alla democrazia locale”. Il sindaco di Fragneto Monforte Facchino ricostruisce la fase recente di questa vicenda
Parole che devono far riflettere e che probabilmente sono anche il frutto della contingenza attuale, di un principio di sfaldamento di quella presunta compattezza che fino al 4 agosto aveva permeato l’azione di Mastella con la ufficializzazione della nascita di Sannio Acque sebbene con la presenza dei soli comuni di Solopaca, Campolattaro e Campoli del Monte Taburno. E perplime non poco la scarsa eco data alla firma della convenzione con la quale Eic ha affidato il servizio idrico a Sannio Acque lo scorso 21 ottobre per la quale ci si sarebbe aspettati quanto meno una conferenza stampa e non un mero comunicato stampa.
In sostanza anche quei sindaci timorosi di mettersi di traverso sono poi arrivati a considerare ob torto collo la fragilità del progetto Sannio Acque, bersagliato dai distinguo della Corte dei Conti ed ora messo in discussione anche da quegli stessi Comuni che dovrebbero sostanziarlo col rischio che agli 11 se ne aggiungano altri. E torna centrale anche il ruolo del privato Acea, falsamente minoranza ma nei fatti il vero motore di Sannio Acque.





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