Confesercenti, Marinelli: carovita limita e muta abitudini di spesa degli irpini
“Il carovita sta modificando profondamente i comportamenti dei consumatori. Meno acquisti, maggiore attenzione alle promozioni e rinunce soprattutto su ristorazione, bar, abbigliamento e tempo libero. Occorre difendere il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere le piccole imprese del territorio”. Ad affermarlo è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino.
“Anche l’Irpinia – prosegue il dirigente dell’associazione di categoria – non è immune da una tendenza generale che sta ridisegnando il rapporto tra consumatori, negozi e attività di servizio. Il rialzo dell’inflazione e l’aumento dei prezzi di beni alimentari, bollette energetiche e carburanti, insieme alla persistente incertezza economica, spinge sempre più cittadini a rivedere le proprie priorità di spesa, a cercare occasioni di risparmio e, in molti casi, a rinunciare ad acquisti e servizi che fino a qualche tempo fa rientravano nelle normali abitudini quotidiane.
Dal sondaggio Confesercenti-Ipsos il 93% dei cittadini ha cercato di contenere una o più voci del bilancio familiare negli ultimi tre mesi e oltre nove su dieci hanno modificato i propri comportamenti di consumo o adottato strategie di risparmio.
Nel territorio provinciale, caratterizzato da una diffusa presenza di piccoli esercizi commerciali e attività familiari, il cambiamento delle abitudini di consumo rappresenta un elemento di particolare preoccupazione, perché pesa sulla tenuta delle imprese di vicinato e in generale sull’economia locale.
Ad essere tagliati sono i consumi considerati meno indispensabili o più facilmente comprimibili: ristorazione, bar, vacanze, parrucchiere, barbiere, estetista, attività ricreative, ma anche abbigliamento e calzature, la spesa alimentare e soprattutto le bevande, così come vengono contenuti i consumi di luce e gas.
L’indagine Confesercenti-Ipsos evidenzia anche una trasformazione nelle modalità di acquisto. Il 66% degli intervistati cerca più frequentemente offerte, promozioni e sconti, mentre il 56% dichiara di prestare maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi e a un utilizzo più razionale dei prodotti acquistati. Il 41% sceglie beni e servizi meno costosi e una quota analoga rinvia acquisti importanti, lavori e altre spese”.
“Il carovita – conclude Marinelli – da un lato crea crescenti difficoltà alle famiglie e dall’altro riduce i margini di ricavo delle attività, che vedono aumentare anche i costi di esercizio, con concreti rischi di chiusura delle imprese e conseguenti ricadute negative sull’occupazione. Occorrono quindi misure efficaci di sostegno al reddito dei lavoratori e interventi a tutela del commercio. La priorità è alleggerire costi energetici per famiglie e imprese”.




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