Tentato omicidio Cusano: Cassazione dispone clamoroso annullamento bis per Palermo

La I sez. della Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, ha annullato con rinvio il provvedimento del Tribunale del Riesane di Napoli che confermava l’ordinanza del Gip presso il Tribunale di Benevento con cui rigettava la richiesta di revoca o sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Nicoló Palermo, 19 anni di Benevento, per il tentato omicidio del giovane Gaetano Cusano, 17 anni di Vitulano, parte civile, assistito invece dall’Avvocato Antonio Leone.
Si tratta del secondo annullamento dei giudici ermellini rispetto ad un provvedimento riguardante la libertà personale di Nicolò Palermo, come si ricorderà: Lo scorso febbraio la Suprema Corte, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, aveva già annullato il provvedimento del riesame che conferma l’ordinanza genetica della custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Nicolò Palermo.
Bisogna poi ricordare che questo è il terzo provvedimento della Suprema Corte a favore del Palermo dato che a marzo 2026, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, ha anche annullato addirittura senza rinvio il provvedimento di sequestro del telefono cellulare di Nicolò Palermo.
L’ordinanza che applicava la custodia cautelare in carcere nasce a seguito di quanto verificatosi nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025, in particolare, secondo l’accusa, da Benevento città sarebbero partite quattro auto: un’Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Grande Punto, con a bordo un gruppo di ragazzi di Benevento, tra cui Nicoló Palermo, per dirigersi al locale “Xuè” di Montesarchio, al fine di aggredire un gruppo rivale di ragazzi.
Giunti sul posto aggredirono due ragazzi, mettendo in essere atti idonei ad uccidere Gaetano Cusano, pestato a sangue con calci, pugni e colpito alla testa con una mazza da baseball, mandandolo in coma.
In particolare Palermo, secondo l’accusa, sarebbe colui che avrebbe immobilizzato il Cusano stringendogli le mani al collo, con il cosiddetto metodo dell’ incravattamento, e permettendo così ai suoi presunti sodali di mettere in essere l’aggressione potenzialmente mortale nei confronti di Cusano.
La ricostruzione degli inquirenti, sarebbe basata sulle immagini di una telecamera, sull’analisi dei cellulari e sulle dichiarazioni di alcuni testimoni.
Oggi la Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, ha annullato per la seconda volta un provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli che confermava l’ordinanza del Gip di Benevento riguardante la permanenza del Palermo in stato di custodia cautelare in carcere.
La Suprema Corte romana ha annullato disponendo un nuovo giudizio dinanzi ad una nuova sezione del Tribunale del Riesame di Napoli.



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