Rivolta nel carcere di Benevento: professionalità, tempestività e Stato di diritto prevalgono sulla violenza. Dieci arresti, trenta indagati
Riceviamo e pubblichiamo:
“La recente rivolta verificatasi presso la Casa Circondariale di Benevento rappresenta un episodio di estrema gravità che impone una riflessione seria e libera da letture semplicistiche. Ancora una volta, l’Amministrazione Penitenziaria e il Corpo di Polizia Penitenziaria hanno dimostrato professionalità, equilibrio e capacità operativa nel fronteggiare una situazione di elevatissimo rischio, ripristinando l’ordine senza mai perdere di vista i principi dello Stato di diritto. Particolarmente encomiabile è stata l’azione del Direttore dell’istituto, Marianna Adanti, e del Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, Aureliana Calandro, che hanno gestito con competenza e determinazione tutte le fasi dell’emergenza, coordinando gli interventi e garantendo la sicurezza dell’istituto e del personale. Determinante si è rivelato anche il tempestivo intervento del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, che ha immediatamente attivato i protocolli regionali di emergenza, assicurando il rapido invio di personale di supporto al Reparto di Benevento. Una risposta organizzativa efficace che ha consentito di contenere gli effetti della sommossa e di riportare la situazione alla normalità in tempi contenuti. È doveroso precisare che le ragioni della rivolta non possono essere ricondotte al tema del sovraffollamento. Nella sezione G1, infatti, non risultavano particolari criticità sotto questo profilo tali da poter giustificare quanto accaduto. La protesta appare piuttosto riconducibile a motivazioni pretestuose, sfociate in una violenza del tutto ingiustificabile. Purtroppo, gli istituti penitenziari continuano a essere teatro di episodi nei quali l’Amministrazione Penitenziaria e il Corpo di Polizia Penitenziaria diventano bersaglio della violenza di soggetti che, pur trovandosi in stato di detenzione, perseverano nella commissione di ulteriori reati e nel disprezzo delle regole della convivenza civile. Secondo le informazioni rese note, il bilancio dell’attività investigativa è particolarmente significativo: dieci persone sono state arrestate e circa trenta risultano indagate per i fatti connessi alla rivolta. Gli arresti sarebbero stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria competente, mentre tra gli arrestati figurerebbero, in larga parte, soggetti già gravati da precedenti per episodi di violenza. Gravissime anche le conseguenze materiali. I danni arrecati alla struttura penitenziaria sono ingenti e le prime stime parlano di un ammontare che potrebbe superare i centomila euro, risorse pubbliche che dovranno essere impiegate per ripristinare ambienti destinati alla sicurezza e alla funzione rieducativa della pena. Merita un particolare riconoscimento il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne della Polizia Penitenziaria, che con sangue freddo, professionalità e senso delle istituzioni hanno ripristinato l’ordine all’interno dell’istituto, garantito la sicurezza del personale e dei detenuti estranei ai disordini, trasferito i principali rivoltosi presso altri istituti penitenziari e avviato le attività di polizia giudiziaria necessarie ad assicurare la notizia di reato alla Procura della Repubblica di Benevento. La violenza non può mai rappresentare uno strumento di confronto o di rivendicazione. In uno Stato di diritto ogni comportamento penalmente rilevante deve trovare una risposta ferma, proporzionata e conforme alla legge. Proprio questa vicenda dimostra come le istituzioni, quando operano con competenza, coordinamento e senso del dovere, siano in grado di ristabilire la legalità anche nelle situazioni più critiche. La risposta dello Stato non è stata la forza fine a sé stessa, ma la forza della legge: quella esercitata con professionalità, disciplina e rispetto delle garanzie, valori che quotidianamente guidano il lavoro dell’Amministrazione Penitenziaria e del Corpo di Polizia Penitenziaria.”



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