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Cronaca

Reino: rogo a pochi metri da casa, famiglia evacuata: “Non possiamo rischiare per nostra figlia”

Sei anni dopo, quelle stesse fiamme sembrano tornare a raccontare una storia mai davvero chiusa.

Siamo a Reino, nel Sannio, in contrada Lago di Cocca. Qui, nel gennaio del 2020, un violento incendio distrusse gran parte di un’azienda agricola e raggiunse anche la stalla. Due persone, madre e figlio, rimasero ferite. Diversi animali morirono tra le fiamme.

Oggi quell’attività non esiste più. Ma ciò che resta della struttura è ancora lì: vecchi mezzi agricoli, materiali abbandonati, rifiuti e soprattutto grandi quantità di materiale organico e letame. Un’area che, a distanza di anni, non sarebbe stata completamente bonificata e che questa volta è stata nuovamente interessata da un incendio.

Le fiamme hanno aggredito una vasta zona. L’intervento dei vigili del fuoco, dei carabinieri e dei militari del nucleo forestale ha consentito di domare il rogo, ma l’emergenza, per i residenti, non è finita con lo spegnimento delle fiamme.

Per giorni, infatti, dall’area hanno continuato a sprigionarsi fumo e fumarole, con un odore acre che, spinto dal vento, ha raggiunto le campagne circostanti e, in alcuni momenti, anche il centro abitato.

A pochi metri da quella che oggi appare come un’area di abbandono vive Fabio, insieme alla moglie e alla loro bambina di appena cinque mesi.

Una famiglia costretta anche ad allontanarsi temporaneamente dalla propria abitazione per il timore che il fumo possa creare problemi alla salute della piccola.

Il punto è proprio questo: perché, a distanza di sei anni dal primo devastante incendio, quell’area è ancora lì, con materiali abbandonati e grandi quantità di sostanza organica?

E soprattutto: quanto può essere pericoloso lasciare in una zona rurale materiale che, in determinate condizioni, può continuare a covare e alimentare nuovi focolai?

Non spetta ai residenti stabilire le cause dell’incendio. Saranno gli accertamenti delle autorità a chiarire l’origine del rogo e a verificare eventuali responsabilità.

Ma resta una domanda: perché quell’area non è stata completamente messa in sicurezza e bonificata?

Perché il problema non riguarda soltanto le fiamme di questi giorni. Riguarda ciò che rimane dopo l’incendio: materiali, rifiuti e residui organici che continuano a trovarsi a pochi metri dalle abitazioni.

E mentre le fumarole continuano a riaccendersi, per chi vive qui l’emergenza è tutt’altro che terminata.

Quella di contrada Lago di Cocca, dunque, non è soltanto la cronaca di un incendio.

È la storia di un’area agricola che sei anni fa era stata devastata dalle fiamme e che oggi torna al centro dell’attenzione per un nuovo rogo.

Una vicenda che pone interrogativi sulla sicurezza, sulla gestione dei materiali rimasti sul posto e sulla necessità di una bonifica che i residenti chiedono con forza.

Perché spegnere le fiamme potrebbe non essere sufficiente.

Ora, dicono gli abitanti, bisogna impedire che quelle fumarole possano tornare ad accendersi e che una nuova emergenza possa mettere ancora una volta a rischio chi vive nelle immediate vicinanze.

A cominciare da una bambina di appena cinque mesi, che in questa storia non ha voce, ma che vive a pochi metri da quella che i residenti considerano una ferita ancora aperta nel cuore della campagna sannita. Il sindaco di Reino, Antonio Calzone contattato telefonicamente, ha affermato di aver sollecitato nuovi interventi dei vigili del fuoco e dei carabinieri, per debellare definitivamente il problema.

  

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