Avellino 22°C Poco nuvoloso 23° / 11°
Benevento 24°C Poco nuvoloso 24° / 11°
Caserta 24°C Poco nuvoloso 24° / 17°
Napoli 23°C Poco nuvoloso 23° / 18°
Salerno 23°C Poco nuvoloso 23° / 17°
Home > Cronaca > Caso Santamaria, la Procura passa al setaccio telefoni e computer degli indagati
Cronaca

Caso Santamaria, la Procura passa al setaccio telefoni e computer degli indagati

Nuovo fronte investigativo nell’inchiesta che ruota attorno a Gennaro Santamaria e che coinvolge complessivamente 18 persone. La Procura della Repubblica di Benevento ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile sui dispositivi informatici sequestrati nel corso delle perquisizioni.

Telefoni cellulari, iPad, computer e tablet saranno oggetto di una copia forense del contenuto. L’obiettivo dell’accertamento, secondo quanto emerge dall’atto firmato dalla Procura, è acquisire e preservare il materiale contenuto nei dispositivi utilizzati dagli indagati, nell’ambito delle indagini in corso.

L’incarico di consulente tecnico informatico è stato affidato al dottor Lorenzo Faurato. Il conferimento dell’incarico è stato fissato per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 12, presso la Procura della Repubblica di Benevento, alla presenza della pm Maria Colucci.

Nel procedimento risultano iscritti Gennaro Santamaria, Maria Antonella Matticoli, Antonella Moretti, Maurizio Pepe, Maurizio Perlingieri, Vincenzo Rosiello, Vincenzo Caretti, Nascenzio Iannace, Giorgio Saginario, Antonio Caporaso, Pio Minicozzi, Antonio Iannella, Domenico D’Agostino, Giovanni D’Occhio, Renato Parente, Raffaele Basso, Paolo Papapietro e Romeo Melillo.

Nel documento Maurizio Pepe è indicato anche quale persona offesa con riferimento al capo di imputazione richiamato dalla Procura.

L’elenco dei dispositivi sottoposti a copia forense riguarda, in particolare, quelli in uso a Maria Antonella Matticoli, Antonella Moretti, Maurizio Perlingieri, Vincenzo Rosiello, Vincenzo Caretti, Nascenzio Iannace, Giorgio Saginario, Antonio Caporaso, Pio Minicozzi, Antonio Iannella, Domenico D’Agostino, Giovanni D’Occhio, Renato Parente, Raffaele Basso, Paolo Papapietro e Romeo Melillo.

Non viene invece indicato, nell’elenco dell’accertamento tecnico riportato nell’atto, un dispositivo in uso a Santamaria.

Santamaria è difeso dagli avvocati Antonio Di Santo e Andrea Junior De Longis, entrambi del Foro di Benevento.

Maria Antonella Matticoli è assistita dagli avvocati Gabriele Melogli e Giorgio Melogli, del Foro di Isernia.

Antonella Moretti e Maurizio Perlingieri sono difesi dall’avvocato Sergio Rando del Foro di Benevento.

Maurizio Pepe è assistito dall’avvocato Roberto Prozzo del Foro di Benevento.

Vincenzo Rosiello è difeso dall’avvocato Angelo Leone, mentre Vincenzo Caretti dall’avvocato Gerardo Giorgione, entrambi del Foro di Benevento.

Nascenzio Iannace è assistito dall’avvocato Carmine Cavuoto del Foro di Benevento; Giorgio Saginario dall’avvocato Vincenzo Regardi.

Per Antonio Caporaso risultano indicati gli avvocati Mauro Carrozzini del Foro di Benevento e Stefano Montone del Foro di Napoli.

Pio Minicozzi è difeso da Sergio Rando, mentre Antonio Iannella dall’avvocato Giuseppe Sauchella.

Domenico D’Agostino è assistito dall’avvocato Angelo Raucci del Foro di Santa Maria Capua Vetere; Giovanni D’Occhio dall’avvocato Angelo Leone.

Renato Parente è difeso da Sergio Rando; Raffaele Basso dall’avvocato Giacomo Pace del Foro di Napoli.

Paolo Papapietro è assistito dall’avvocato Gianluca Bencivenga del Foro di Santa Maria Capua Vetere, mentre Romeo Melillo è difeso dall’avvocato Angelo Leone.

La persona indicata come offesa, Maurizio Pepe, è assistita dall’avvocato Roberto Prozzo.

L’accertamento informatico rappresenta un nuovo passaggio nell’attività investigativa. La Procura intende acquisire attraverso una procedura forense il contenuto dei dispositivi già sottoposti a sequestro dopo le perquisizioni delegate dall’ufficio.

La copia forense consente di preservare il contenuto digitale dei dispositivi e di lavorare sui dati acquisiti nell’ambito dell’accertamento, senza intervenire direttamente sull’originale. Saranno quindi gli esiti dell’attività tecnica a stabilire quali elementi potranno assumere rilevanza per la prosecuzione delle indagini.

L’atto notificato agli indagati contiene anche l’informazione di garanzia e sul diritto di difesa, ricordando le facoltà previste dal codice di procedura penale, tra cui la possibilità di nominare consulenti di parte e di partecipare alle operazioni.

L’inchiesta resta dunque in una fase preliminare. Le persone coinvolte sono indagate e, allo stato, non possono essere considerate colpevoli dei reati contestati in assenza di una sentenza definitiva.

Dopo l’incidente probatorio già disposto dal Gip sulle dichiarazioni rese da Santamaria, la Procura aggiunge ora un ulteriore tassello investigativo: il patrimonio digitale sequestrato a una parte degli indagati sarà sottoposto ad analisi forense. Un’attività che potrebbe contribuire a ricostruire, attraverso comunicazioni e altri dati eventualmente acquisiti, i rapporti e i contatti oggetto dell’inchiesta.

Articoli simili

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consulsat sicurezza e ADSL Consulsat sicurezza e ADSL
ADSL 100 Mbit
AINONE