“Another draw on the wall” il disegno come gesto di libertà in mostra ad Arcos
Il disegno contemporaneo come linguaggio autonomo, spazio di ricerca e, soprattutto, gesto di libertà e di critica. È il filo conduttore di “Another Draw on the Wall”, la mostra inaugurata al museo ARCOS di Benevento visitabile fino al 16 ottobre.
Oltre quaranta gli artisti coinvolti nell’esposizione, curata da Francesco Creta, che propone una riflessione sul ruolo del disegno nell’arte contemporanea italiana.
Non più, dunque, un semplice schizzo o una fase preparatoria destinata a lasciare spazio all’opera finita. Qui il segno diventa opera a tutti gli effetti.
«Il disegno qui non prepara nulla: agisce per conto proprio», spiega il curatore Francesco Creta. Una scelta che mette in discussione l’idea di un’arte necessariamente compiuta e definitiva e restituisce valore alla traccia, alla cancellazione, alla stratificazione e al gesto.
Il titolo della mostra richiama, non casualmente, “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd. Un riferimento che porta con sé l’idea di opposizione alle regole e che viene trasferita dal curatore nel campo delle arti visive.
Negli spazi di ARCOS si incontrano artisti con percorsi e sensibilità differenti, appartenenti a generazioni diverse. Nessuna rigida suddivisione anagrafica, ma una vera e propria costellazione di ricerche, capace di mettere in relazione esperienze affermate ed emergenti.
«Non volevamo realizzare un censimento del disegno italiano contemporaneo – sottolinea Creta – ma una messa in relazione: costruire una nuova costellazione di artisti, linguaggi e sensibilità».
Un progetto che parte dalla tradizione campana del disegno e si apre a una dimensione nazionale, anche grazie alla collaborazione con mondoromulo arte contemporanea.
All’inaugurazione hanno partecipato il consigliere provinciale Giovanni Zanone, numerosi artisti presenti in mostra, il pubblico e lo staff della direzione artistica del museo, guidata da Ferdinando Creta.
Con “Another Draw on the Wall”, ARCOS si propone ancora una volta come luogo di confronto e ricerca sull’arte contemporanea.
Un mese dedicato al segno, dunque: un segno che non prepara, non anticipa e non accompagna un’altra opera, ma rivendica la propria autonomia e la propria capacità di lasciare una traccia.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 16 ottobre 2026.



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