Impressioni di settembre
Impazza e non potrebbe essere altrimenti il totonomi per la tornata elettorale amministrativa del 2027. Lo sport preferito dai commentatori è quello di lanciare nella mischia nomi che più o meno si intendano bruciare anche se non è sempre così. In un momento di estrema cautela il lavoro di chi è intenzionato a giocarsela è già avviato sebbene sotto assoluta copertura e tra un pranzo e l’altro ci si comincia a confrontare ma è tutto ancora in una fase molto embrionale. Quelli che sembrano tagliati fuori da questa prossima contesa sono proprio i partiti, quelli tradizionali per lo meno, il movimento di Mastella non rientra in questa dicitura.
Le presidenziali provinciali, per qualche verso, hanno anticipato ciò che sarà ad aprile o a maggio dell’anno prossimo e cioè blocchi eterogenei in assemblaggio con quello che ne concerne; per chi si oppone al mastellismo un programma di salute pubblica su cui convergere lasciando fuori tutto il resto. Un po poco per attirare l’interesse degli elettori? E mica tanto, se si pensa che è proprio per intercettare un consenso più ampio che si rinuncia all’egida di partito.
Il PD a trazione decariana salta il fosso del Campo Largo e resiste all’opera erosiva avviata da Mastella che non ha scalfito però il partito cittadino rimasto compatto contro di lui, raccogliendo i consensi della anime minoritarie e retribuendole, alcune, ma fallendo nella sua azione di frantumazione del decarismo. Almeno per ora. E questa è una vera sorpresa per uno che ha fatto del divide et impera una delle sue armi migliori.
A destra la situazione è quella di sempre. L’incapacità di fare fronte comune è ormai congenita e non si attendono sviluppi clamorosi nei prossimi mesi. Troppo ampio il solco che divide Fratelli e Lega con quella parte di Forza Italia che con Rubano è entrato nell’orbita di Mastella ma nemmeno tra Carroccio e Fiamma è tutto rose e fiori. Qui da noi c’è il congresso della Lega a Limatola previsto per lunedi prossimo. Domenico Parisi sarà confermato commissario, sebbene abbia avuto più di una remora, ma sarebbe stato poco saggio cambiare il timone in questo momento. E quindi anche a destra si guarda ad un possibile agglomerato antimastelliano che nei fatti si è verificato proprio con l’elezione del presidente alla Rocca ma che però ha dimostrato come Mastella, nonostante la caducità del suo stato di salute, sappia ancora tenere in mano la situazione in modo tetragono.
Dalle parti del sindaco s’è detto. Il terzo mandato ovviamente stuzzica Mastella ma con moderazione perchè Laticlavio o Montecitorio sono argomenti affascinanti. Lo vuole, fortemente la Lega ma anche l’Anci dell’amico Manfredi e pure settori del PD ne risultano interessati. Se saranno rose fioriranno ma entro la fine dell’anno altrimenti resterà tutto nell’ambito delle intenzioni. E nell’attesa che il sindaco faccia le sue valutazioni, personali o di brand, agli eterni aspiranti, che pare tra di loro non si risparmiano commenti al vetriolo, non resta che attaccarsi alla cabala oppure guardarsi attorno e mollare il totem, cosa che non è per nulla peregrina.



Commenti