Legge elettorale, Mastella: “Chiedere 6mila firme è un’ingiustizia palese”
Per Clemente Mastella, già ministro e oggi sindaco di Benevento, il nuovo limite previsto dalla legge elettorale per la presentazione delle liste rappresenta «un’ingiustizia palese».
Intervistato da Il Messaggero, Mastella contesta in particolare la soglia delle 6mila firme, definendola «un’enormità».
«Anche perché, oggi, non c’è più il modello di partito tradizionale che si mobilitava per raccogliere le firme. La cifra di 6000 è proprio un’enormità», afferma, sottolineando come la stessa soglia possa risultare forse più sostenibile nelle grandi regioni ma eccessiva in realtà più piccole come Molise, Umbria, Basilicata e Liguria.
Secondo Mastella, prevedere lo stesso numero di firme in ogni territorio sarebbe «improponibile e ingeneroso» e non rispetterebbe, a suo giudizio, i requisiti costituzionali.
Il numero corretto, per l’ex ministro, sarebbe quello previsto nel 2006: 2.500 sottoscrizioni, differenziate in base alle regioni.
Mastella ricorda quindi l’esperienza dell’Udeur e le difficoltà incontrate in passato nella raccolta delle firme. Nel Mezzogiorno, racconta, il radicamento territoriale rendeva più agevole il lavoro, mentre in altre aree del Paese fu necessario affidarsi anche al sostegno di realtà esterne.
Più complessa, in particolare, la raccolta in Friuli, dove Mastella ricorda di essersi trasferito per tre giorni per cercare personalmente le sottoscrizioni. In quella occasione, aggiunge, furono soprattutto i militari meridionali a firmare per l’Udeur.
La chiusura è affidata a una battuta su Roberto Vannacci: «Ora c’è Vannacci che si vanta di avere simpatie fra i militari. Ma prima di lui le ho avute anche io, pur non essendo un generale».



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