Boccalone, un occhio ai conti e un altro alla candidatura
Nicola Boccalone passa al setaccio i conti del Comune, li snocciola, li liofilizza e poi li fornisce all’opinione pubblica. Uno dei maggiori interpreti di quella che fu intesa al tempo della sua attività amministrativa come “finanza creativa” entra nel ventre molle del decennio mastelliano, lui però si spinge anche oltre, almeno fino ai primi anni di Fausto Pepe che di quella cultura fu parte integrante. Epperò, è sul dissesto che Boccalone concentra l’attenzione, sua e dei suoi collaboratori di Benevento Domani, quel dissesto che il Dottor Faust cercò di evitare fino all’ultimo ma che poi Mastella proclamò l’11 gennaio 2017. Una stagione che ha contraddistinto l’intero periodo mastelliano a Palazzo Mosti e che ancora non si chiude
Boccalone e la contingenza attuale. Parla della decisione di semiprivatizzare l’acqua, il peso specifico di Acea che è solo in apparenza minoritario, salta dai tributi Tari, tra i più salati della Campania, alle strisce blu la cui gestione è extrabeneventana ma il fil rouge è sempre quello insito nella prolusione alla sua disamina e cioè i cittadini tartassati da un sistema di tasse che il dissesto ha aumentato piuttosto che diminuito.
Nicola Boccalone e la contingenza politica attuale. Non sono un mistero le velleità dell’ex City Manager che nell’agone ci vuole entrare eccome anche se il momento lo sconsiglierebbe. Lui però niucchia, alla domanda diretta di Gianrocco Rossetti, ma è solo pretattica.




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