Mastella, sfida “evangelica” ai servi infedeli
Mastella elegge Avellino come sede delle proprie esternazioni più eloquenti. Nel capoluogo irpino probabilmente sente meno forte la pressione che a Benevento e ci riferiamo ovviamente all’inchiesta Santamaria, la chiamiamo così perchè fino ad ora non è stata affibbiata alcuna etichetta tipiocamente italica a questa indagine. Lo fece agli inizi di maggio definendo si opina Santamaria “pentito che dovrà dimostrare ciò che afferma”, con il pentito che lo ha preso in parola raccontando ad un certo punto della sua detenzione carceraria, in più di trenta ore complessive di interrogatorio, le sue responsabilità. La cosa a quanto pare non è bastata a Mastella che è tornato a farlo ieri parlando ai militanti irpini del suo movimento Noi di Centro. In questa circostanza il Sindaco adotta un riferimento evangelico per quanto si voglia ma di certo non meno tagliente e per molti versi sprezzante.
Mastella parla quindi di “servi infedeli” e già la definizione indurrebbe a pensare a quale sia la sua considerazione rispetto a chi gli è da presso. Mai dimenticata la paternale affermazione degli arraffa arraffa quando si dimise nel 2020, cosa risibile rispetto all’attualità. Intendiamoci, non è che gli si possa dare torto marcio perchè chi lo attornia si pasce di quella poco lusinghiera etichetta ma è tutto funzionale al mastellismo e ciascuno ne è consapevole. Servi della cosa pubblica o del suo sistema di potere? Se rispondesse anche a Benevento proveremmo a chiederglielo ma dalle nostre parti strappargli una dichiarazione equivale a rincorrerlo e spesso invano e da questa tribuna ne abbiamo una ricca sequela di immagini in dieci anni.
Ad Avellino a quanto pare è molto più a suo agio, appare rilassato e dinanzi alla domanda della collega irpina di Anteprima 24 da la sensazione di continuare a sfidare chi fino ad ora, Santamaria, ha raccontato una parte o forse tutto ciò che aveva da dire ai magistrati; ma anche chi vorrà nel prossimo futuro, tra gli indagati “servi infedeli”, raccontare di concorsi e di segnalazioni, di mazzette e tangenti e di fondi eventualmente illegali a Noi di Centro agli inquirenti. Tutto questo a pochi giorni dall’inizio, il tre novembre, degli incidenti probatori che potrebbero portare a nuove clamorose novità in questa inchiesta che si sospetta sia solo agli inizi.




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