Ferrovia Avellino-Benevento, tempi ancora incerti, Iannace: «Le aree interne non possono restare isolate»
“A seguito della interrogazione del consigliere regionale Pellegrino Mastella rivolta all’assessore delle Regione Campania con delega ai trasporti Mario Casillo, in ordine allo stato dei lavori della tratta ferroviaria Avellino Benevento è stato comunicato che la tratta Prata Pratola – Benevento è ancora nella fase di progettazione di fattibilità tecnico-economica e che tempi e costi potranno essere definiti solo all’esito di tale attività. Inoltre il collegamento concernente le tratte Mercato San Severino – Avellino – Prata Pratola, per complessivi 38 km, è in corso di realizzazione, con attivazione prevista nel 2027. Queste le parole del consigliere comunale NdC, Gino Iannace.
“Tutto ciò significa che per avere il collegamento ferroviario di Avellino con il resto del mondo bisogna ancora aspettare. Poi per essere completato il collegamento ferroviario Benevento Avellino occorreranno tempi lunghi. Eppure, il collegammo ferroviario Benevento Avellino potrebbe essere molto importante per collegare i due capoluoghi di provincia e collegare la stazione di Avellino con la stazione dell’alta velocità di Benevento. In questo modo potrebbero essere semplificati i collegamenti di Avellino con i nodi della alta velocita. Ad oggi se un cittadino di Avellino desidera utilizzare l’alta velocita è costretto ad utilizzare la stazione Napoli Afragola o quella di Benevento con l’uso di bus o del mezzo proprio.
Inoltre, il collegamento di Avellino con il resto mondo potrebbe restituire dignità e sviluppo alla stazione di Avellino che rimane una bella addormentata nel rione ferrovia. Penso che sia venuto il tempo di discutere di quale ruolo si vuole assegnare ad Avellino nella rete regionale dei trasporti. La ferrovia non è soltanto un’infrastruttura: è un servizio pubblico, un’opportunità di sviluppo economico e uno strumento per contrastare l’isolamento delle aree interne. E soprattutto occorre che le amministrazioni locali smettano di essere semplici spettatrici delle decisioni regionali”.






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