Nazra Palestine Short Film Festival, il 5 ottobre il cinema palestinese torna a Benevento
Nazra Palestine Short Film Festival torna per il secondo anno a Benevento con l’edizione 2026. L’appuntamento è per lunedì 5 ottobre, alle ore 19.00, presso l’Auditorium San Nicola di via Camerario, per una serata dedicata al cinema palestinese, alle testimonianze e al confronto sulla Palestina.
L’iniziativa è promossa dal Collettivo Hurriya, con la collaborazione e il supporto di Arci Benevento, e nasce dalla volontà di continuare a portare in città uno spazio di incontro e di riflessione sul genocidio palestinese attraverso il linguaggio del cinema.
Nel corso della serata saranno proiettati i quattro cortometraggi vincitori dell’edizione 2026 del Nazra Palestine Short Film Festival, che verranno annunciati a Napoli il 4 ottobre, insieme a un cortometraggio proposto da CinèPalestine. Attraverso opere di autrici e autori palestinesi e internazionali, il pubblico sarà accompagnato tra storie, memorie e sguardi differenti sulla Palestina contemporanea.
A intervenire durante la serata saranno Shayma’ Awawdeh, regista di Intersecting Memory, corto in concorso, Omar Suleiman, attore e membro della Comunità Palestinese Campana, e Alessandro Paolo Lombardo, giornalista, che modererà l’incontro.
«Lo scorso anno abbiamo ospitato a Benevento una tappa del festival, con la presenza del regista Theo Panagopoulos. Il successo di quella prima esperienza ci ha spinto a proseguire e a riportare il Nazra in città anche per l’edizione 2026», spiegano gli organizzatori del Collettivo Hurriya. «Crediamo che oggi sia ancora più importante creare occasioni di ascolto e confronto sulla Palestina, dando spazio a voci, storie e produzioni cinematografiche che spesso faticano a trovare spazio nei circuiti culturali tradizionali».
La serata sarà anche un’occasione concreta di solidarietà. Durante l’evento sarà infatti attivata una raccolta fondi il cui ricavato sarà destinato a sostenere la costruzione di un Market Solidale in Cisgiordania, un progetto pensato per contribuire a rafforzare le possibilità di accesso a beni e risorse per la comunità locale.
L’ingresso è gratuito.
La tappa 2026 di Benevento è stata resa possibile grazie al contributo di Kindergarten, Masseria Fontana dei Fieri, Pro Loco di San Nazzaro, coop. Lentamente e Caffè dell’Orto.
IL FESTIVAL DIFFUSO CHE RACCOGLIE CORTOMETRAGGI DA E SULLA PALESTINA
Nazra Palestine Short Film Festival è un progetto culturale indipendente, informativo e inclusivo, dedicato a raccontare la Palestina attraverso il cinema.
Nasce nel 2017 dal lavoro di un piccolo collettivo eterogeneo di attivistɜ, artistɜ e operatorɜ culturali e negli anni si è diffuso sul territorio intessendo una rete solidale in supporto alla promozione delle voci e degli sguardi dei cineasti palestinesi contemporanei.
La sua identità è quella di un festival a concorso, itinerante e diffuso, aperto a registe e registi di ogni nazionalità, con opere che raccontano la Palestina in senso ampio: dalla vita nei territori occupati ai campi profughi, dalla Palestina storica alla diaspora.
Il carattere itinerante e dal basso del festival permette alle opere di viaggiare fuori dai circuiti cinematografici tradizionali, raggiungendo territori e comunità differenti. È una rete che mette in relazione persone, spazi e pratiche e che, anno dopo anno, continua a costruire un circuito culturale che supera i confini geografici.
Il tema del Nazra 2026 è “The world is us. The world is a kaleidoscope”.
Un caleidoscopio è un corpo in continua metamorfosi. Contiene la frammentazione, la connessione e la contaminazione. È insieme uno strumento di perdita e di trasformazione.
Guardare il mondo attraverso un caleidoscopio significa rinunciare a una visione fossile e omogenea della realtà e immaginarla, invece, come un collage composto da frammenti che si toccano, si allontanano, si spezzano, si ricompongono e si trasformano in un flusso continuo.
È da questa immagine che prende forma la settima edizione di Nazra.
Nel corpo-caleidoscopio trovano spazio il dolore e la rabbia delle identità frammentate e spezzate, sostituite o negate. C’è la terra che cambia volto e forma, bombardata, esplosa, inquinata, insanguinata, e quella stessa terra che continua a essere ricreata dai corpi, dalle relazioni e dalle pratiche di chi la abita.
C’è il senso d’impotenza di un tempo costantemente in corsa, nel quale la possibilità di controbattere e agire sembra non trovare mai abbastanza spazio.
E poi c’è il filo della solidarietà, che attraversa gli specchi del caleidoscopio e corre tra comunità palestinesi, diasporiche, occidentali, latinoamericane e del Sud globale: tra chi non si arrende a una visione mortifera del mondo e cerca di avvicinarsi, oltre le barriere fisiche e geografiche, dalle periferie e oltre i centri, per incontrarsi, combattere e unirsi.
Nel corpo-caleidoscopio trova spazio anche la resistenza, pratica e ideale, in costante costruzione e decostruzione.
Il caleidoscopio della resistenza ci chiede di indagare come stare insieme, come diventare corpo a partire da una rete, come restare interi a partire dai frammenti.
Nel suo piccolo, Nazra vuole offrire uno spazio in cui provare a costruire insieme un mondo dove la marginalità possa liberarsi dai panni che le sono stati imposti e comunicare sé stessa attraverso parole e immagini proprie. Non per conquistare spazi, ma per abitare il mondo insieme.




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