Giovanni Mari ospite della terza edizione del Festival del Libro di Ceppaloni. Bella kermesse organizzata dal Comune di Ceppaloni col sindaco Cataudo a fare da anfitrione alla bella cornice di pubblico salita fin su al castello medievale per assistere al ciclo di incontri.
Libertà di stampa ieri e oggi, la difficile opera del cronista ingabbiato nella fitta rete di legacci che il Potere in senso lato oppone all’opera di approfondimento del reale e l’incalzante e mistificatoria presenza dei social la cui azione non è informazione. Sul divano Mario Cataudo ad alimentare la discussione e Giovanni Mari, giornalista del Secolo XIX di Genova col suo libro “Fascistissima, come Mussolini nel 1926 eliminò la libertà di Stampa”, una ricostruzione degli anni dal 22 al 27 in cui il Fascismo si impose come regime annullando le libertà costituzionali dello stato liberale e imponendo la sua visione totalitaria.
Mari parte da quella circostanza storica ma inevitabilmente riflette la attualità e le mille difficoltà del mestiere del giornalista. A rischio la possibilità di fare domande, di indagare ciò che sta dietro l’angolo, portarlo allo scoperto, di fare opinione per aiutare a formarla presso l’opinione pubblica attaccata da ogni lato da fake news e reels veri nemici dell’informazione.