Legato a un albero e lasciato morire: cane trovato morto tra Airola e Luzzano. Dal microchip la verita’?

Legato con una corda al collo e al tronco di un albero, senza cibo né acqua, fino a morire. È la fine atroce di un cane di media taglia ritrovato nei giorni scorsi nei boschi tra Airola e Luzzano.
A fare la macabra scoperta un cittadino di Moiano che, durante una passeggiata, si è imbattuto nella carcassa già sfigurata. L’animale era bloccato in una vera e propria trappola mortale, senza alcuna possibilità di fuga.
Sul posto sono intervenuti lo staff veterinario dell’Asl BN1 del Distretto di Montesarchio, i Carabinieri della Stazione di Airola e il Nucleo Carabinieri Forestali. Durante le operazioni di rimozione dei resti è spuntata la svolta: sulle pagine del” Sannio Quitidiano “si legge che è emerso il microchip identificativo dell’animale, scampato alla decomposizione.
Quell’elemento tecnologico ora è la chiave per risalire al proprietario. Le indagini, coordinate dalla Procura, sono partite per maltrattamento e uccisione di animali e puntano a dare un nome e un volto a chi ha condannato a morte il cane.
La notizia ha fatto il giro dei social ed è stata rilanciata dalle associazioni animaliste a livello nazionale.
“Con il ritrovamento del microchip la legge, che prevede sanzioni severe e la reclusione per chi si macchia di simili crimini, è pronta a fare il suo corso. La crudeltà contro gli animali non può e non deve restare impunita”.
Gli inquirenti ora stanno incrociando le banche dati anagrafe canina per risalire in tempi rapidi al responsabile.



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