Gepos-Sindacati: blocco dei negoziati sui licenziamenti. Prossimo step in Regione
In data 21 luglio 2026, si è svolta un’assemblea sindacale con i lavoratori della struttura per illustrare le proposte formulate dall’azienda nell’ambito della procedura. Nel corso dell’assemblea è stato evidenziato come una delle principali motivazioni poste a fondamento della procedura fosse già venuta meno. Infatti, sette degli otto infermieri inizialmente individuati come personale in esubero avevano già rassegnato spontaneamente le proprie dimissioni, facendo venir meno, di fatto, la situazione rappresentata dall’azienda all’avvio della procedura. Le ulteriori proposte aziendali prevedevano:
il trasferimento di due lavoratori della cucina alla ditta incaricata dell’esternalizzazione del servizio, con applicazione del contratto delle cooperative sociali e una perdita economica di circa 300 euro mensili; per la terza unità, qualora in possesso della qualifica di OSS, il ricollocamento all’interno dei reparti;
il ritiro del provvedimento di licenziamento nei confronti del tecnico di radiologia;
la riduzione dell’orario di lavoro dei due tecnici di laboratorio da 36 a 20 ore settimanali, con una pesante penalizzazione sia economica sia contributiva;
il licenziamento di un biologo.
L’assemblea dei lavoratori ha respinto all’unanimità tutte le proposte aziendali, ritenendole inaccettabili in quanto non garantiscono la tutela dell’occupazione e determinano un evidente peggioramento delle condizioni economiche e contrattuali dei dipendenti.
Nell’incontro del 23 luglio 2026, svoltosi presso Confindustria, le Organizzazioni Sindacali hanno confermato il rigetto totale delle proposte aziendali, nel pieno rispetto del mandato ricevuto dai lavoratori. Nel corso dell’incontro è stata inoltre depositata una nota a verbale con la quale è stato formalmente contestato che non sussistono i presupposti previsti dalla Legge 223/1991 per il ricorso alla procedura di licenziamento collettivo.
L’azienda, infatti, non risulta cessata, né trasformata o ridimensionata in misura tale da giustificare l’attuale procedura. Inoltre, le motivazioni poste inizialmente a fondamento della stessa si sono progressivamente modificate o sono del tutto venute meno, a partire dalla questione degli esuberi del personale infermieristico, ormai sostanzialmente superata.
Le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPribadiscono che continueranno a mettere in campo ogni iniziativa utile alla tutela di tutti i posti di lavoro, ritenendo inaccettabile qualsiasi soluzione che comporti licenziamenti, riduzioni dell’orario di lavoro o peggioramenti contrattuali, soprattutto in un territorio come quello della provincia di Benevento, già fortemente colpito dalla crisi occupazionale.
La vertenza proseguirà nei prossimi giorni presso la Regione Campania, dove le Organizzazioni Sindacali chiederanno agli organi competenti un’attenta verifica della legittimità della procedura e continueranno a sostenere con determinazione la difesa dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori.



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