Foglianise, perdita d’acqua dal 17 marzo: “Mesi di spreco sotto gli occhi di tutti. Menefreghismo su un bene comune”
“Una situazione che rappresenta un grave esempio di cattiva gestione e di quello che appare come un totale menefreghismo nei confronti di un bene comune essenziale: l’acqua potabile”.
È quanto si legge nella segnalazione giunta alla nostra redazione, che da mesi chiede un intervento per una perdita idrica segnalata lungo una strada pubblica nel Comune di Foglianise, in provincia di Benevento.
La perdita, gestita da GESESA, sarebbe stata ripetutamente segnalata dal 17 marzo 2026*. A detta del segnalante, il guasto “non è nascosto né difficile da localizzare: l’acqua fuoriesce in quantità tale da risultare chiaramente visibile persino con il tombino chiuso. Una volta aperto, il punto della perdita è immediatamente visibile e accessibile”.
“Per intervenire – si evidenzia nella nota – sarebbe sufficiente accedere al tombino e, se necessario, interrompere temporaneamente il flusso della condotta durante la riparazione. Proprio perché il problema è evidente, localizzato e facilmente raggiungibile, appare ancora più incomprensibile che l’acqua sia stata lasciata disperdere per mesi, giorno e notte”.
Nonostante ripetute segnalazioni, PEC e una formale diffida trasmessa a GESESA, al Comune di Foglianise e agli altri enti competenti, a oggi non sarebbe stato eseguito alcun intervento risolutivo.
Nel frattempo, secondo quanto denunciato, la continua fuoriuscita d’acqua starebbe allagando parte di un vigneto, rendendo difficoltose le normali lavorazioni agricole e provocando infiltrazioni e danni all’abitazione, al locale tecnico, al giardino e ai fabbricati rurali.
“Mentre ai cittadini viene chiesto di evitare qualsiasi spreco, una perdita evidente, conosciuta e facilmente accessibile viene lasciata disperdere per mesi* – si legge ancora – Questa vicenda non riguarda soltanto i danni subiti da una famiglia e da un’attività agricola. Riguarda il modo in cui viene amministrata una risorsa pubblica essenziale e il rispetto dovuto ai cittadini, al territorio e all’acqua stessa. Quando una perdita è talmente evidente da essere visibile persino a tombino chiuso, il mancato intervento non può essere giustificato con la difficoltà di individuarla”.
Il segnalante rende infine disponibile *tutta la documentazione*: PEC inviate con relative ricevute di consegna, diffida formale, cronologia delle segnalazioni, fotografie, filmati della perdita e documentazione dei danni. Ed è disponibile a consentire un sopralluogo sul posto per verificare direttamente lo stato dei luoghi.



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