Mastella, un fiume in piena: “questo PD beneventano è un partito di destra”
Mastella come l’araba fenice risorge sempre dalle sue ambasce, personali e politiche. Oggi raccoglie il frutto di una vittoria che va oltre ogni aspettativa e si sa che questo tipo di affermazioni lo galvanizzano e per un momento gli fanno anche dimenticare gli acciacchi personali per i quali chiese il concorso di tutti alla preghiera. A quanto pare il re è molto meno nudo di quanto s’era ipotizzato, va detto, anche se la valutazione politica è contingente col momento in cui si analizzano i fatti e sebbene certe preoccupazioni restino inesorabili sullo sfondo e sebbene i centri di potere siano saldamente nelle sue mani e possono orientare le valutazioni specie dei piccoli comuni, dove s’è dilagato, al di là del buon governo di Lombardi. Ma oggi la scena ritrova il suo protagonista che è scarnificante nella sua disamina politica e nell’apostrofare il suo avversario De Caro di cui recita per molti versi il de profundiis
E’ un torrente in piena Mastella che si rivolge direttamente al segretario politico del partito democratico Shlein ponendo una sorta di aut aut forte dei numeri che vanta
Ribadisce il leader di Noi di Centro che si presenterà a consigliere, in realtà vorrebbe fare il sindaco ombra, vorrebbe anche tornare da trionfatore a Ceppaloni e li svernare nella stagione finale della sua vita. Per adesso erode personale politico al PD di Benevento, gli Addabbo, i Palumbo, Del Vecchio questi già nell’orbita ceppalonica già da parecchio, tutti presenti all’Hotel Traiano e i tanti amministratori piddini che non hanno seguito Umberto, e diventa sarcastico nell’ora del massimo godimento politico
E tuttavia non è cauto attenersi alle dichiarazioni pubbliche, o quanto meno non è esaustivo farlo. Se da un lato Mastella si prende la sua giusta parte di palcoscenico irridendo l’avversaio in evidente difficoltà, dall’altro non chiude la porta del tutto ad un possibile abboccamento perchè sa che un commissariamento sarà molto poco verificabile. Con De Caro, allora, ci si dovrà sedere a tavolino e risolvere pargamaticamente un decennio di lotte. Gli argomenti non sfuggono ad entrambi e qualcuno potrebbe già essere in itinere.



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