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Politica

Idea Pavone per la giunta Mastella

“Al momento sono semplicemente un modesto Presidente dell’ Ordine degli avvocati”. Così si schermisce Stefania Pavone alla domanda, oggettivamente sconcertante, se potrebbe essere lei il coup de theatre prossimo venturo a Palazzo Mosti. E si, perchè Mastella pare non fermarsi più e sull’onda di una chiara affermazione politica e sulla nuova vittoria nei confronti di De Caro, intende apportare qualche modifica nel suo organigramma amministrativo. Avrebbe pensato proprio a lei, alla bionda avvocatessa, moglie di uno dei più fidati e prestigiosi collaboratori di De Caro, per un maquillage di giunta offrendole l’assessorato alle Pari Opportunità, così almeno filtra dal profondo del mastellismo trionfante. Stasera ci sarebbe addirittura una cena in quel di San Leucio per capire e saggiare le reazioni della diretta interessata. Che da parte sua non annuisce ma nemmanco smentisce…

Come interpretare questa manovra? Va da se che le dichiarazioni roboanti rese in pubblico non sempre si sposano con quelle dei caminetti o delle segrete stanze ma potrebbe anche essere un ulteriore colpo di maglio inferto al traballante De Caro posto che i rapporti tra la Pavone e il Capataz si sarebbero deteriorati sin dai tempi delle Regionali. Oppure no e visto che c’è di mezzo il Cancellario, il di lei consorte, si potrebbe anche pensare ad un tentativo di disgelo in vista delle “future battaglie di domani”.

Mastella sa molto bene che il commissariamento del decarismo è cosa ai confini della realtà e che seppur ferito appare assai complesso che Roma possa arrivare ad una soluzione così estrema. E d’altra parte sarebbe impensabile arrivare alle Politiche e alle Amministrative del 2027 con questo stato di cose, nonostante mostri i muscoli coi numeri. Sa anche bene Mastella che la sola erosione di personale politico non basta e che quel 12 o 13 % di cui il PD è ancora detentore è vitale per le sue velleità romane, a prescindere dalla legge elettorale che verrà. Insomma, col De Caro in versione nipponica si deve trovare una exit strategy qual si voglia ed essendo due personaggi pragmatici l’impresa dovrebbe essere meno complicata del previsto. Basta evitare di irrigidirsi su posizioni integraliste, come l’imposizione di Lombardi, un errore di Mastella, e trovare insieme un punto di contatto senza despoti o caudatari. Fantapolitica visto lo scenario attuale? Non è proprio così e tra i due direttamente o indirettamente qualcosa di sicuro accadrà.

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