Gip convalida la richiesta di sequestro del depuratore Asi
La lunga e afosa estate calda dei miasmi e delle chiazze nel Calore a Benevento. Nelle ultime ore è arrivata la ufficialità del sequestro del depuratorte Multiservice di Ponte Valentino. Il Gip ha accolto la richiesta del Procuratore aggiunto Scarfò e ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza. Un passaggio fondamentale per comprendere come si sia potuto sversare nel Calore le quantità di sostanze inquinanti tali da autorizzare la sussistenza del fumus del reato di inquinamento ambientale con conseguente presenza di pesci morti e l’olezzo nauseabondo che ormai contraddistingue questa vicenda.
Nel dettaglio la Procura parla di “refluo di colore scuro e maleodorante” che la Polizia Giudiziaria e il personale Arpac hanno potuto rilevare dai sopralluoghi effetuati presso Lungo Calore Manfredi di Svevia e presso lo scarico proveniente dal depuratore in questione. Già lo scorso 25 luglio c’era stato il provvedimento d’urgenza di chiusura adottato dalla Polizia Giudiziaria che aveva rilevato i rischi di periculum in mora cioè l’attuale e fondato pericolo che si potesse cagionare un grave ed irreparabile pregiudizio ambientale.
Una vicenda che ovviamente tira in ballo la gestione del depuratore Multiservice, una grana per il consorzio Asi e per il presidente, il mastelliano Domenico Vessichelli. L’Arpac, da parte sua, aveva paventato un collegamento tra i miasmi di Contrada San Domenico e ciò che poi è successo a Ponte Valentino, un collegamento tra i rifiuiti liquidi che l’impianto a biometano ha stoccato presso la Sanav e che avrebbero messo in difficoltà l’impianto di depurazione in modo tale da incidere sulle capacità depurative dell’impianto e così la conseguente immissione di dette sostanze nel Calore.
E’ una ipotesi che l’Arpac però contempla come possibile. In tutto questo Mastella assicura che la salute non è a rischio ma intanto sferza la società dell’impianto a biometano affinchè smaltisca in fretta. E deve incassare però anche uno striscione apparso sotto un cavalcavia dalle parti della stazione assai emblematico della preoccupazione che si vive in questi giorni.



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