Miasmi, Mastella-Popolo del Ponte: si alza il livello dello scontro
Continua la lunga estate afosa delle puzze a Benevento. Il Popolo del Ponte, senza contrassegni politici sebbene composto anche da personaggi del mondo politico e delle istituzioni, continua a reclamare chiarezza e lo fa a prescindere dalle inchieste in atto dietro le quali, a turno, si trincerano le istituzioni. Perchè l’olezzo, come suggerisce l’ottimo Tarallo, sulla cui ugola è bene però glissare, è davvero ecumenicamente democratico e se ne impippa dei nasi altolocati o bassolocati che siano. Esso, l’olezzo, trasvola in ogni dove ed è per sua stessa forza interclassista.
Il sindaco Mastella, dalle sacre sponde dell’Egeo, forse, veste i panni del “pelide Achille”, l’ira funesta che infiti addusse, se non proprio lutti, di certo moniti e avvertimenti a quelli del Popolo del Ponte. Mastella annuncia, urbi et orbi, che l’Arpac non può svelare i contenuti delle analisi perchè coperte da segreto istruttorio.
Poi è acerbo. “A chi ascrive al Comune omissioni in materia di trasparenza o atteggiamenti rinunciatari non resta che la strumentale malafede” tuona Lui. Il Comune ha fatto e farà tutto ciò che è necessario”. Rispetto le preoccupazioni, comprendo perfettamente i disagi ma ho il dovere morale e legale di tutelare la mia comunità da allarmismi immorali, alimentati da speculazioni politiche e pre-elettoralistiche”, Mastella tira in ballo le elezioni dell’anno prossimo e avverte “Laddove ne ravviseró gli estremi non esiterò a denunciare mestatori di professione e demagoghi, per procurato allarme”. E cita l’articolo 658 del Codice Penale.
Non si è fatta attendere la replica di quelli del Popolo del Ponte. Per Angela Tretola quello che si chiede non sono gli atti coperti da segreto ma i dati ordinari degli autocontrolli del depuratore ASI, quelli che vengono effettuati quotidianamente e che sembrebbero già stati resi noti sui social. Insomma, Angela Tretola parla di glasnost perché la trasparenza non crea allarme.

Interviene anche Michele Martino per il quale quelle del sindaco sono velate minacce, “il codice penale per far tacere il popolo che non deve permettersi di essere critico, consapevole e monitorante.” Martino torna a reclamare un Consiglio Comunale ad hoc e la convocazione di un tavolo Prefettizio con tutti Enti coinvolti, “per evitare questo balordo scaricabarile”, conclude l’ex referente sannita di Libera.




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