Sanità privata in Campania, FP CGIL e UIL FPL proclamano lo stato di agitazione: “Basta ricatti AIOP, Regione convochi i sindacati”
Bomba ad orologeria nella sanità privata accreditata campana. FP CGIL e UIL FP proclamano lo stato di agitazione regionale di tutto il personale e chiedono una convocazione urgentissima alla Regione Campania, denunciando quello che definiscono “ricatto occupazionale e assistenziale” messo in atto da AIOP Campania.
Al centro dello scontro la delibera assembleare di AIOP del 4 agosto scorso con la minaccia di bloccare i ricoveri dal 16 settembre e di tagliare i costi del personale per ottenere l’aumento dei budget.
“Le minacce datoriali non sono che l’ennesimo tentativo di usare i lavoratori come scudo per ottenere rimpinguate di budget – attaccano in una lettera congiunta Alfredo Garzi Cosentino e Marco D’Acunto per la FP CGIL e Vincenzo Torino e Rachele Palma per la UIL FP – Davanti a questa deriva, il silenzio e l’inerzia della Regione Campania non sono più tollerabili”.
La lettera, inviata al presidente della Regione e assessore alla Sanità Roberto Fico, al presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, alla presidente della V Commissione Sanità Loredana Raia, al direttore generale Tutela Salute Ugo Trama e ai prefetti delle cinque province campane, è un vero e proprio ultimatum.
Tre le richieste dei sindacati:
1. Rottura del monopolio datoriale:
“Non è più accettabile che la Regione abbia come unici interlocutori le associazioni datoriali. Questo metodo ha fallito e ha ignorato i diritti di migliaia di lavoratori”.
2. Convocazione immediata:
I sindacati ricordano di aver già chiesto un incontro a luglio, rimasto senza risposta. “Esigiamo un tavolo istituzionale tripartito. La discussione su programmazione sanitaria, tariffe e LEA deve vedere il sindacato protagonista e non spettatore”.
3. Tutela dei salari:
“La Regione deve farsi garante del blocco di qualsiasi iniziativa speculativa delle aziende AIOP che, con la scusa dei ritardi nei saldi 2025, congelano i diritti contrattuali”.
Il monito finale è chiaro: in assenza di un riscontro immediato, la mobilitazione sfocerà nel blocco delle attività e nello sciopero generale del comparto.




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