Dopo i fatti del wikka Park, la lettera del commerciante De Luca: “Benevento ha bisogno di tornare a fare squadra”
«Quello che è accaduto qualche sera fa al wikka Park, con una sparatoria avvenuta nel corso della serata e un giovane rimasto ferito alla mano, in un luogo frequentato da famiglie, bambini e tanti cittadini, non può lasciarci indifferenti».
A parlare è Gennaro De Luca, commerciante beneventano e gestore, insieme alla propria famiglia, di un’attività di ristorazione.
«Innanzitutto – afferma De Luca – desidero esprimere la mia piena vicinanza e solidarietà al gestore del wikka Park. Chi gestisce un’attività aperta al pubblico sa bene cosa significhi trovarsi improvvisamente davanti a una situazione di pericolo. Anche quando un episodio non dipende minimamente dalla gestione del locale, il gestore si sente comunque responsabile per ciò che accade all’interno del proprio spazio».
«Quello che è successo – prosegue – rappresenta già di per sé un trauma. Ma a quel trauma si è aggiunto quello della chiusura dell’attività per quindici giorni, disposta dal Questore il giorno successivo. Parliamo di un’attività fortemente stagionale, arrivata ormai verso la conclusione della stagione estiva. Quindici giorni di chiusura rappresentano un danno importante, soprattutto quando l’evento che ha determinato il provvedimento non è riconducibile alla volontà o alle scelte del gestore».
De Luca sottolinea però come la vicenda debba diventare anche un’occasione di riflessione.
«Benevento è una realtà relativamente piccola, una città che abbiamo sempre considerato tranquilla. Proprio per questo, quando accadono episodi di questo tipo, dobbiamo interrogarci. Dobbiamo certamente garantire sicurezza e adottare tutti i provvedimenti necessari, ma dobbiamo anche capire perché determinati fenomeni stiano emergendo e come una comunità possa prevenirli».
“I commercianti non possono diventare il capro espiatorio”
«Noi commercianti – continua De Luca – siamo i primi a volere che nei nostri locali e nei nostri spazi ci siano sicurezza, tranquillità e rispetto delle regole. Ma non possiamo diventare noi a pagare, economicamente e psicologicamente, per la follia di singoli individui che decidono improvvisamente di commettere un gesto criminale».
«Quando succede qualcosa all’interno di una nostra attività, noi siamo i primi a stare male. Ci preoccupiamo per i clienti, per i dipendenti, per le famiglie e per l’immagine della nostra attività. Ma non possiamo essere considerati automaticamente responsabili di ogni comportamento illecito compiuto da una persona che si trova all’interno di un’area aperta al pubblico».
“Durante il Covid eravamo più uniti. Dobbiamo ritrovare quello spirito”
Nel suo intervento De Luca richiama anche un periodo particolarmente difficile per il commercio beneventano: quello della pandemia.
«Durante il Covid noi commercianti eravamo molto più uniti. Abbiamo organizzato iniziative, ci siamo sostenuti, siamo scesi in strada insieme e abbiamo anche consegnato simbolicamente le chiavi delle nostre attività al sindaco, perché eravamo letteralmente in ginocchio».
«In quel momento – ricorda – non c’erano invidie, gelosie o la necessità di dimostrare di essere più bravi degli altri. C’era la consapevolezza che stavamo vivendo tutti la stessa difficoltà e che soltanto facendo squadra potevamo andare avanti».
«Oggi quello spirito sembra essersi in parte perso. E credo che sia un errore. Il commerciante che abbiamo accanto non è necessariamente un nostro nemico o un nostro concorrente da combattere. È una persona che, come noi, ogni giorno investe, rischia, paga dipendenti, tasse e costi e cerca di tenere viva una città».
“È il cliente a scegliere dove andare”
«Alla fine – sottolinea De Luca – è sempre il cliente a decidere dove mangiare, dove trascorrere una serata o dove fermarsi per una pausa pranzo. Non siamo noi commercianti a decidere per lui».
«Per questo dovremmo smettere di vivere il commercio come una sfida permanente tra attività e tornare a considerarlo come una rete. Più una città è viva, più persone arrivano. Più persone arrivano, più lavoriamo tutti».
“Crediamo ancora in Benevento”
Il messaggio finale è rivolto alla città.
«Oggi, nonostante le difficoltà, noi continuiamo a credere in Benevento. Io e la mia famiglia abbiamo scelto di investire qui. Molti giovani della nostra generazione hanno lasciato la città per cercare altrove opportunità e futuro. Noi abbiamo scelto di restare e di investire nelle nostre radici».
«Ogni giorno cerchiamo di portare idee, innovazione e qualità, sia per offrire il meglio ai cittadini beneventani sia per accogliere chi arriva da fuori e farlo sentire a casa».
«Benevento ha una storia, una cultura e un patrimonio monumentale straordinari. Ha bisogno di essere valorizzata, di attirare sempre più turisti e di creare occasioni affinché le persone tornino a vivere la città. Siamo ormai alla fine della stagione estiva 2026 e ci apprestiamo ad affrontare quella invernale: questo dovrebbe essere il momento per programmare, unire le forze e costruire nuove opportunità».
«Mi auguro quindi – conclude Gennaro De Luca – che il gestore del wikka Park possa presto tornare ad aprire la propria attività con serenità e che questa vicenda non rappresenti la fine di una stagione, ma l’occasione per ripartire. A lui va tutta la mia solidarietà e il mio incoraggiamento».
“Noi commercianti beneventani dobbiamo tornare a crederci. Dobbiamo tornare a sostenerci. Perché difendere le nostre attività significa anche difendere la nostra città. Noi in Benevento ci crediamo ancora.”



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