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Nubifragio a Benevento, Iannace (FAI Cisl): “Non è sfortuna, è un avviso. Serve programmazione per i prossimi vent’anni, non per sei mesi”

“Quello che è accaduto oggi a Benevento lascia un senso profondo di amarezza.” Così in una nota stampa Alfonso Iannace FAI Cisl Irpinia Sannio.

“Strade trasformate in fiumi, quartieri allagati, auto sommerse, frane in periferia, famiglie che in poche ore hanno visto l’acqua entrare in casa e portare via tutto. Danni enormi. E tanta paura.

Davanti a queste immagini, la prima cosa è stringersi attorno a chi ha subito danni e ringraziare chi è intervenuto con competenza e coraggio: Protezione Civile, Vigili del Fuoco, volontari, operai.

Poi, però, a mente fredda, serve una riflessione seria.È facile, dopo, diventare tutti esperti da tastiera: ingegneri, meteorologi, strateghi del “si doveva”. “Si doveva pulire quel tombino”, “si doveva tagliare quell’albero”, “si doveva chiudere quella strada”. Le polemiche da social non asciugano una cantina e non aiutano nessuno.

La verità è che questi eventi atmosferici sono sempre meno prevedibili nella loro violenza. Non parliamo più del “temporale di fine estate”: parliamo di nubifragi che in un’ora scaricano l’acqua di un mese. Il clima è cambiato, e ci sta avvisando. Da anni. E non lo fa più sottovoce.

Benevento, con la sua conformazione, i suoi due fiumi, le sue colline, lo sa bene. Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà l’ultima.

Per questo non basta più l’intervento d’emergenza. Non basta più la conta dei danni.

Chi è preposto, in TUTTE le istituzioni — Comune, Provincia, Regione, Consorzi — deve avere il coraggio di programmare a lungo termine. Non per i prossimi sei mesi, ma per i prossimi vent’anni.

 

Programmare significa:

 

1. Manutenzione ordinaria, quella che non si vede ma salva: pulizia costante di caditoie, canali, alvei; potatura e controllo dei versanti.

2. Prevenzione vera: basta costruire dove non si deve, basta tombare torrenti; serve un piano serio di regimentazione delle acque.

3. Coraggio sulle cause: ridurre ciò che alimenta il cambiamento climatico; meno cemento selvaggio, più verde urbano che assorbe, più rispetto per il territorio.

Il maltempo di oggi non è una fatalità da archiviare con un “è stata sfortuna”. È un avviso.

E agli avvisi, o si risponde con i fatti, o la prossima volta conteremo danni ancora più grandi. Forza Benevento.”

 

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