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Caro vita e caro carburante, la protesta arriva anche nel Sannio

Strade paralizzate, code, difficoltà negli spostamenti. E poi la paura che il blocco dei trasporti possa avere conseguenze anche sulla vita di tutti i giorni. Nel Sannio e in Irpinia la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante comincia a farsi sentire. E tra i cittadini cresce l’incertezza: quanto durerà? E quali saranno le conseguenze?
La protesta si allarga e la viabilità va in affanno. Al centro della mobilitazione c’è il caro gasolio, insieme all’aumento dei costi che sta mettendo in difficoltà il settore dell’autotrasporto. Una protesta che, chilometro dopo chilometro, si traduce in camion fermi, collegamenti rallentati e disagi per automobilisti e imprese.

Circa cento mezzi pesanti presidiano la Statale Appia, nel territorio di Tufara Valle, nei pressi di un distributore di carburante. La circolazione è bloccata in entrambe le direzioni, con pesanti ripercussioni sugli spostamenti lungo uno degli assi stradali del territorio.
Una protesta che non riguarda soltanto chi è al volante. A rischio sono anche i tempi di consegna delle merci e la regolarità dei rifornimenti, mentre tra la popolazione si diffonde la preoccupazione per possibili ulteriori disagi.

La mobilitazione raggiunge anche il casello autostradale di Castel del Lago. Qui gli autotrasportatori presidiano l’accesso, impedendo il transito ai furgoni e agli altri mezzi pesanti, mentre le autovetture riescono a passare.
È proprio qui che la protesta assume il volto di una categoria alle prese con costi sempre più difficili da sostenere.
Dietro ogni camion fermo c’è una filiera che rischia di rallentare: dal trasporto alla distribuzione, fino alla consegna dei prodotti nei negozi.
Autotrasportatori e agricoltori chiedono risposte. Intanto, sul territorio, si moltiplicano i disagi e cresce la preoccupazione per le conseguenze di una mobilitazione che coinvolge nodi stradali strategici.
La questione resta aperta: da una parte il peso dei rincari su chi lavora e produce, dall’altra le ripercussioni sui cittadini e sulla distribuzione delle merci. Con una domanda che accompagna queste ore di protesta: quanto potrà reggere il sistema se i camion continueranno a restare fermi?Intanto tra i cittadini monta il panico e c’è chi si riversa già nei supermercati per fare scorte di viveri, mentre molti distrubutori di benziana sono già sold out.

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