In vista del voto di aprile. Farese: superare il mastellismo è inevitabile
Scenari politici in vista del tour de force che condurrà alle elezioni amministrative di primavera. In quali condizioni si arrivera? E’ la domanda dalle cento pistole che ripercorre l’intero quadro cittadino. Ciò che si può azzardare ad ipotizzare è che assai difficilmente saranno i partiti tradizionali a recitare un ruolo da protagonisti.
Non ci saranno i partiti di destra che continuano a guardarsi in cagnesco e non è affatto una novità ma non ci saranno nemmeno quelli di sinistra o giù di li. Sarà il valzer del civismo al cospetto di un mastellismo in declino sotto i colpi di una indagine giudiziaria che non si ferma e che condizionerà tutto il periodo che da oggi condurrà alle elezioni. Diciamo che l’inchiesta è il convitato di pietra capace di sparigliare le carte, azzerare candidature, scompaginare eventuali accordi. Ma nel frattempo è sempre agitato il clima all’interno della maggioranza mastelliana.
L’atmosfera cupa non sembra indurre a miti consigli chi prosegue a pensare a a premere come se nulla fosse accaduto, come se l’uragano Santamaria con le sue folate non avesse squassato l’ambiente, come se quelle tabelle metodicamemnte schematizzate di segnalazioni e raccomandazioni, con tanto di numeri e asterischi, non fosse la cartina di tornasole di un fenomeno clientelare diffuso e radicato. Che supera Mastella, vivaddio, ma che è affiorato dalle sue parti.
Dicembre e forse gennaio ci diranno che quadro avremo dinanzi. Nel frattempo il fiume carsico delle autocandidature prosegue e proseguono anche i distinguo, tra chi nicchia e chi invece non fa mistero di proporsi sperando anche in una congiuntura politica vera e prooria.
Nel centrosinistra si cerca di costruire l’alternativa a Mastella. Sabato si sono incontrati al PD, non tutti per la verità; mancavano i socialisti, i pentastellati, questi da tempo allineati a Mastella, ma c’erano le associazioni, s’è visto anche Gabriele Corona e la cosa desta un certo interesse. Francesco Farese traccia il quadro della situazione tutto impostato sulla esigenza di garantire la transizione dal mastellismo ad orizzonti nuovi




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