PaP e USB: ancora una morte sul lavoro nel Sannio. La vera sicurezza è il diritto a vivere dignitosamente, non la propaganda securitaria
“Un altro morto sul lavoro. Questa volta a San Leucio del Sannio, dove nella mattinata di ieri, 4 novembre, un operaio camerunense di appena 25 anni ha perso la vita precipitando da una scala mentre lavorava all’interno di un’azienda. Una vita spezzata, l’ennesima, mentre si guadagnava da vivere.
Come Potere al Popolo – Sannio e Unione Sindacale di Base di Benevento esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza a chi gli voleva bene e denunciamo ancora una volta una realtà inaccettabile: in questo Paese si continua a morire di lavoro, mentre la sicurezza di chi lavora resta troppo spesso una promessa disattesa.
Anche dalle nostre parti si parla continuamente di sicurezza, ordine pubblico e controllo del territorio. Ma di quale sicurezza stiamo parlando? Per noi la sicurezza significa, prima di tutto, poter tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Significa avere un lavoro dignitoso, un salario che permetta di vivere, una sanità pubblica accessibile a tutte e tutti, un’istruzione pubblica e gratuita, il diritto a una casa.
Questa è la sicurezza di cui abbiamo bisogno: una sicurezza sociale, fatta di diritti, tutele e dignità. Non quella delle telecamere, delle ordinanze e della repressione, ma quella che mette al centro la vita delle persone.
Non possiamo continuare ad accettare che lavorare significhi rischiare la vita. Bisogna smettere di considerare le morti sul lavoro come tragiche fatalità. Sono il risultato di condizioni di lavoro che troppo spesso mettono il profitto davanti alla vita delle persone.
Ma qualcosa si sta muovendo. Nel Paese e anche nel nostro territorio, sempre più persone stanno rialzando la testa e rimettendosi in cammino per la giustizia sociale e la dignità. La bella giornata di sciopero del 30 ottobre scorso lo ha dimostrato. Continueremo a mobilitarci, perché non possiamo più accettare le disuguaglianze e le ingiustizie che attraversano ogni giorno le nostre vite!”.




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