Caso Domenico Manzo, a processo la figlia e una coppia: per l’accusa fu ucciso e il corpo occultato
Il gup del Tribunale di Avellino ha disposto il rinvio a giudizio per tre imputati. Contestati, a vario titolo, omicidio aggravato, occultamento di cadavere e favoreggiamento.
Sarà il processo a fare luce sulla scomparsa di Domenico Manzo, il muratore di Prata Principato Ultra di cui non si hanno più notizie dalla sera dell’8 gennaio 2021.
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio, ha disposto il rinvio a giudizio di tre persone: Romina Manzo, figlia dello scomparso, accusata di favoreggiamento, e Loredana Scannelli e Alfonso Russo, all’epoca legati da una relazione sentimentale, chiamati a rispondere di omicidio aggravato da motivi abbietti e occultamento di cadavere.
La prima udienza è stata fissata per il 17 febbraio 2027.
La vicenda risale alla sera dell’8 gennaio 2021, quando Domenico Manzo si allontanò dalla propria abitazione, dove la figlia Romina stava festeggiando il ventesimo compleanno insieme ad alcuni amici, nonostante le restrizioni allora in vigore per l’emergenza Covid.
Secondo quanto ricostruito, tra padre e figlia si sarebbe verificato un acceso diverbio proprio in relazione alla festa. Da quella sera dell’uomo si sono perse completamente le tracce.
La scomparsa ha suscitato grande attenzione mediatica, diventando oggetto di numerosi approfondimenti televisivi, tra cui quelli della trasmissione Chi l’ha visto?. Nel corso degli anni, gli attuali imputati hanno sempre sostenuto la propria innocenza.
Secondo la ricostruzione sostenuta dalla parte civile, rappresentata dalla sorella e dal fratello di Domenico Manzo, l’uomo sarebbe stato ucciso perché contrario alla frequentazione della figlia con Loredana Scannelli e Alfonso Russo.
Alla base dei contrasti, sempre secondo questa ipotesi, vi sarebbero state anche questioni economiche: Manzo sospettava che i due approfittassero della disponibilità finanziaria della figlia, che aveva ricevuto un’ingente somma di denaro come risarcimento per un incidente stradale.
Si tratta di una ricostruzione accusatoria che dovrà essere valutata nel corso del dibattimento.
Il rinvio a giudizio non costituisce un accertamento di colpevolezza. Spetterà al processo verificare le responsabilità individuali e chiarire quanto accaduto a Domenico Manzo. Per tutti gli imputati resta valido il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.





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