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Maleventum, le precisazioni di Paolo Di Donato

Maleventum, le precisazioni di Paolo Di Donato

4 Giugno 2026 | by redazione
Maleventum, le precisazioni di Paolo Di Donato
Attualità
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Riceviamo e pubblichiamo la nota trasmessa da Paolo Di Donato in merito all’articolo ANSA del 31 maggio relativo alla vicenda Maleventum.

“In merito alla pubblicazione «I fondi per i migranti usati per viaggi e acquisti di lusso», diffusa dall’agenzia ANSA il 31 maggio, in seguito a comunicato stampa emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti regionale, si desidera chiarire i veri esiti della sentenza del Tribunale di Benevento n. 56/2026, che l’articolo presenta in modo distorto e fuorviante.

1. Condanna di Paolo Di Donato

È stato condannato esclusivamente per due reati, entrambi con un periodo di riferimento ben definito:

– Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.), per il periodo ottobre 2015 – febbraio 2016 (fatti riferiti a certificato di agibilità e chiusura di un centro di accoglienza per problemi legati alla sicurezza sul lavoro).

– Concorso morale in rivelazione di segreto d’ufficio (art. 326 c.p., escluso il comma III, quindi senza scopo di lucro), per il periodo febbraio – maggio 2016.

Sentenza impugnata davanti alla Corte di Appello di Napoli.

2. Distorsione dell’articolo ANSA

L’articolo suggerisce un ampio panorama di illeciti — compresi associazione a delinquere, corruzione e truffe — dando l’impressione che tali reati siano stati accertati. Tuttavia, il Tribunale ha assolto Paolo Di Donato da:

– Associazione a delinquere (art. 416 c.p.), perché il fatto non sussiste.

– Truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.), per non aver commesso il fatto.

– Tutti i reati di corruzione e concussione (artt. 317, 319, 319-quater, 321 c.p.), perché il fatto non sussiste.

3. Assoluzione degli amministratori

Nessuno dei quattro amministratori del Consorzio MALEVENTUM — Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro — ha subito condanne penali.

L’accostamento tra la sentenza penale e l’invito a dedurre contabile genera confusione, ledendo gravemente la reputazione dei soggetti coinvolti.

4. Restituzione dei beni

Il Tribunale ha disposto il dissequestro e la restituzione a Paolo Di Donato dei beni e del denaro sottoposti a vincolo cautelare, oltre al dissequestro immediato degli immobili.

5. Invito a dedurre della Procura regionale

Riguardo all’invito a dedurre menzionato dall’ANSA, si tratta di un atto istruttorio preliminare all’eventuale azione di responsabilità.

Le contestazioni sono oggetto di difesa articolata, considerando che:

– Una parte significativa delle somme non è mai stata erogata dalla Prefettura di Benevento, essendo stata sottoposta a sequestro in un altro procedimento ancora pendente.

– Per l’annualità 2018, la Prefettura non ha versato al Consorzio oltre 3 milioni di euro, come confermato dalla sentenza del Tribunale di Napoli n. 4991/2025.

– Le spese indicate dalla Corte dei Conti come «non inerenti» non provengono da fondi della Prefettura, poiché tutte le spese sostenute sono legittime e il Consorzio operava anche per altri committenti senza contabilità separata pertanto l’accusa di aver usato fondi destinati ai migranti è tutta da dimostrare.

Si specifica, inoltre, che i fatti oggetto di richiesta di chiarimenti risalgono al 2018″.

Paolo Di Donato ribadisce la propria fiducia nella Magistratura e si riserva ogni azione per tutelare la propria immagine e onorabilità, compromesse dalla rappresentazione incompleta e fuorviante fornita dall’articolo.

 

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