Canzone Classica Napoletana verso l’UNESCO, Ilario: una vittoria della cultura, della ricerca e della visione
Attualità
“L’annuncio ufficiale giunto ieri sera dall’Arena di Verona, nel corso della trasmissione Rai Uno “Campioni del Mondo – Italia Loves UNESCO”, rappresenta una pagina storica per la cultura italiana: la Canzone Classica Napoletana è stata ufficialmente candidata a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Per chi, come noi, ha dedicato anni di studio, ricerca e passione a questo straordinario patrimonio artistico, si tratta di un momento di profonda emozione.
Quando nel 2017 il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento presentò al Ministero dell’Università il progetto del primo corso accademico dedicato alla Canzone Classica Napoletana, l’iniziativa fu accolta da molti con scetticismo. Non mancò chi riteneva impensabile che un Conservatorio di Musica potesse dedicare un percorso universitario a quella che veniva ancora considerata soltanto una tradizione popolare o una forma espressiva minore.
Noi, invece, eravamo convinti del contrario.
Avevamo compreso che dietro quelle melodie viveva una delle più alte espressioni della cultura italiana. Un patrimonio costruito nei secoli dall’incontro tra musica, poesia, teatro, letteratura e identità popolare. Un repertorio che ha visto operare giganti della cultura come Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, E.A. Mario, Eduardo Di Capua, Francesco Paolo Tosti e tanti altri protagonisti che hanno saputo raccontare l’anima di un popolo.
La Canzone Classica Napoletana non è semplicemente musica.
È memoria collettiva. È lingua. È letteratura. È identità. È ricerca. È storia sociale del Mezzogiorno d’Italia. Quando ascoltiamo versi immortali come: “Che bella cosa na jurnata ‘e sole…” oppure “Te voglio bene assaje e tu nun pienze a me…” o ancora “I’ te vurria vasà…” non ascoltiamo soltanto una canzone. Ascoltiamo la voce di generazioni che hanno trasformato sentimenti universali in patrimonio artistico.
Ricordo ancora con emozione il primo giorno di lezione del corso.
Entrai personalmente in aula per salutare i primi iscritti. Alcuni studenti avevano qualche anno più di me. Uno di loro mi si avvicinò e mi disse:
“Direttore, grazie. Per la prima volta ciò che faccio da una vita potrà avere una dignità accademica.”
In quel momento compresi definitivamente che avevamo intrapreso la strada giusta.
Oggi quel percorso trova una straordinaria conferma.
La candidatura UNESCO non nasce per caso. È il risultato di decenni di lavoro di musicisti, studiosi, interpreti e istituzioni che hanno continuato a credere nel valore universale di questo patrimonio.
Il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento è orgoglioso di aver contribuito a questo processo attraverso l’istituzione dell’unica cattedra accademica al mondo dedicata alla Canzone Classica Napoletana e attraverso un articolato percorso di studi che ha consentito la formazione di interpreti, ricercatori e professionisti del settore.
Siamo pronti a mettere a disposizione del Comitato promotore della candidatura, coordinato dal Maestro Renzo Arbore, tutto il patrimonio scientifico, artistico e didattico maturato in questi anni.
Il Conservatorio di Benevento sarà in prima linea per sostenere questo percorso.
Non per rivendicare primati, ma per contribuire ad un progetto che appartiene all’Italia intera.
“Questa candidatura rappresenta il riconoscimento di una visione culturale che il Conservatorio di Benevento ha avuto il coraggio di sostenere quando ancora pochi ne comprendevano la portata. La Canzone Classica Napoletana possiede una straordinaria complessità musicale, letteraria e storica. In questi anni abbiamo costruito un percorso accademico fondato sulla ricerca, sulla didattica e sulla produzione artistica. Oggi vediamo riconosciuto il valore di quel lavoro. Siamo pronti a mettere le nostre competenze al servizio della candidatura UNESCO.” Dichiara il coordinatore del corso M° Luigi Ottaiano.
Invece il Presidente del Conservatorio dott. Nazzareno Orlando, ha detto che: “Il Conservatorio Nicola Sala ha dimostrato che le istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale possono essere protagoniste nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La candidatura UNESCO della Canzone Classica Napoletana rappresenta un’opportunità straordinaria per il Paese e per il Mezzogiorno. Il nostro Conservatorio offrirà piena collaborazione istituzionale affinché questo percorso possa concludersi con il meritato riconoscimento internazionale.”
Oggi possiamo affermarlo con orgoglio.
Quella che qualcuno considerava una scommessa impossibile è diventata una realtà accademica consolidata.
E quella stessa realtà guarda ora ad un traguardo ancora più grande.
Se l’iter si concluderà positivamente, la Canzone Classica Napoletana entrerà ufficialmente nel patrimonio culturale dell’umanità.
Sarà un riconoscimento non soltanto per Napoli, ma per l’Italia intera.
Perché nelle note di “‘O Sole Mio”, di “Torna a Surriento”, di “I’ te vurria vasà”, di “Te voglio bene assaje” e di centinaia di altre opere vive una parte dell’anima culturale del nostro Paese.
E quell’anima merita di essere custodita, studiata e tramandata alle future generazioni.”
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