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Dalla parte della comunità, sempre: la replica di Anpas Campania alle inesattezze del comunicato Cub

Dalla parte della comunità, sempre: la replica di Anpas Campania alle inesattezze del comunicato Cub

8 Giugno 2026 | by Redazione Bn
Dalla parte della comunità, sempre: la replica di Anpas Campania alle inesattezze del comunicato Cub
Attualità
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A seguito delle dichiarazioni diffuse da CUB Sanità in merito alla gestione del servizio 118, Anpas Campania ritiene necessario intervenire per fornire alcune precisazioni e ristabilire una corretta rappresentazione dei fatti. Nel rispetto del confronto sindacale e della tutela dei lavoratori, riteniamo doveroso chiarire alcuni aspetti che, per come sono stati descritti, non rispecchiano la realtà delle procedure adottate e dell’attività quotidianamente svolta dall’Associazione:

 

“La Direzione Regionale Anpas Campania, a seguito del comunicato diffuso da CUB Sanità in merito  alla gestione del servizio 118, ritiene doveroso intervenire pubblicamente per ristabilire la verità dei
fatti e tutelare l’immagine del movimento e delle persone che ne fanno parte. Le affermazioni riportate, per come sono state formulate, restituiscono un quadro distorto e ingiusto, che non corrisponde alla realtà quotidiana vissuta nelle nostre sedi e sulle nostre ambulanze.

Sul tema dei permessi ex Legge 104/92, Anpas Campania ribadisce con fermezza che i permessi sono sempre stati concessi ai lavoratori aventi diritto. Ad oggi esiste esclusivamente una questione tecnica sul computo del calcolo delle ore mensili disponibili per la 104, già sottoposta agli organi competenti e che nei prossimi giorni sarà definita in modo chiaro e trasparente. Non abbiamo contezza di casi in cui non siano stati assegnati giorni di 104; al massimo, in alcune situazioni, è stato chiesto di
riformulare la richiesta perché erronea nel calcolo delle ore richieste. È una differenza enorme rispetto all’immagine di “diniego sistematico” che qualcuno prova a dipingere. Proprio per questo ci riserviamo di tutelare l’immagine di Anpas Campania nelle sedi opportune, perché non è accettabile che un lavoro di anni venga infangato con accuse generiche e non circostanziate.

Per quanto riguarda le Certificazioni Uniche (CU), sono state inviate con ritardo rispetto alla consuetudine poichè oggetto di ravvedimento. Nulla di illegale, anzi: tutto è stato fatto secondo legge, utilizzando gli strumenti previsti dall’ordinamento proprio per evitare errori. Non esiste alcun “caos fiscale” né alcuna volontà di bloccare i lavoratori; esiste un adempimento perfezionato nel rispetto delle norme, che non può essere trasformato in un pretesto per gettare discredito sull’Associazione.

Sulla questione posta da CUB Sanità, Anpas Campania sarebbe felice di analizzare insieme al sindacato tutti i casi di presunto diniego dei permessi 104 degli ultimi cinque anni. Ma per farlo abbiamo bisogno di capire di chi stiamo parlando e di cosa stiamo parlando: servono nomi, date, richieste, documenti. Senza questo, si resta nel campo delle accuse generiche, che fanno rumore ma non costruiscono giustizia. CUB farebbe bene a verificare con attenzione le cose che le vengono raccontate, anche nel dettaglio, perché altrimenti si rischia di essere trascinati in qualcosa di più grande, che non è più gestibile in maniera bonaria e che chiama in causa responsabilità precise per le dichiarazioni rese.

L’ASL è già stata informata su tutte le procedure messe in atto da Anpas Campania, sia in materia di gestione del personale sia in materia di organizzazione del servizio. Non abbiamo nulla da nascondere e continueremo a operare nel rispetto delle norme, dei contratti collettivi applicati e delle indicazioni dell’Ente committente.

C’è un punto, però, che va detto con chiarezza, anche con un po’ di cuore in più. Si continua a parlare di Anpas Campania come se fosse una “azienda”, come se fosse un soggetto freddo, interessato solo ai numeri e agli appalti. Anpas Campania non è un’azienda: è una associazione di volontariato, un sodalizio che vive in Campania dal 1991, che conta oggi più di 20mila soci e oltre 5000 volontari. È fatta di donne e uomini che ogni giorno aiutano i diversamente abili, gli anziani, i malati, che rispondono alle emergenze di protezione civile portando soccorso e assistenza alle popolazioni colpite. È fatta di persone che spesso, prima di essere dipendenti, sono stati volontari, e che continuano a credere che il servizio al prossimo sia un valore, non una parola vuota.

Questo 118, che oggi viene messo sotto accusa, ha visto in passato gestioni ben diverse da queste, antecedenti il 2014, dove i dipendenti sicuramente non erano rispettati e trattati allo stesso modo. Chi ha memoria di quelle stagioni sa bene cosa significava lavorare in certe condizioni, con turni e trattamenti che oggi non sarebbero più tollerabili. Da allora è stato fatto un percorso di dignità, di rispetto, di regole condivise. E fa male vedere che, invece di riconoscere questo cammino, si preferisce usare i lavoratori come arma di scontro, come bandiera da agitare, senza guardare davvero alla loro storia e alla loro quotidianità.

L’educazione, il rispetto e la correttezza dovrebbero essere la base di ogni relazione, soprattutto quando si parla di diritti e di lavoro. Quando si sceglie la strada della denuncia urlata, della frase pesante, della rappresentazione caricaturale di chi ogni giorno regge un servizio delicatissimo come il 118, non si difendono i lavoratori: li si espone, li si usa, li si trascina dentro una narrazione che non restituisce la complessità delle cose. È una forma di mancanza di rispetto che ferisce non solo l’Associazione,  anche quei lavoratori che, in silenzio, continuano a fare il proprio dovere.

In ogni caso, Anpas Campania ha già dato mandato ai propri legali per tutelare l’immagine del movimento e di tutte le persone che ne fanno parte. Difenderemo nelle sedi opportune il lavoro di chi, ogni giorno, sale su un’ambulanza, risponde a una chiamata di emergenza, assiste un familiare con disabilità, si mette a disposizione della comunità. Lo faremo con gli strumenti del diritto, ma anche con la forza morale di una storia che non può essere cancellata da un comunicato. Anpas Campania continuerà a svolgere il proprio servizio con serietà, trasparenza e senso civico. Chi vorrà confrontarsi sui fatti, con documenti e responsabilità chiare, troverà sempre una porta aperta.

Chi preferirà restare nel terreno delle accuse generiche e delle parole che feriscono, dovrà assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che dice e di ciò che provoca. Noi, da parte nostra, restiamo dalla parte dei cittadini, dei malati, dei volontari e dei lavoratori che credono ancora che il rispetto non sia un optional.”

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