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Emergenza Biometano a Benevento: Pietrelcina insorge. Mazzone: “Pronto a protestare e a ricorso al Tar. Miasmi 24 ore su 24”

– La questione dell’impianto di Biometano in contrada nel territorio di Benevento è diventata un’emergenza ambientale e sociale che coinvolge non solo il capoluogo, ma anche Pietrelcina, Pesco Sannita e Pago Veiano.

 

Da settimane famiglie e commercianti sono costretti a tenere porte e finestre chiuse a causa dei miasmi e dei cattivi odori che si avvertono nell’arco delle 24 ore. Una situazione che in estate, con il caldo e la mancanza di ventilazione, è diventata insostenibile.

 

A lanciare l’allarme è il sindaco di Pietrelcina Salvatore Mazzone. “La situazione è giunta a un punto in cui non possono essere più ammesse attese o incertezze – dichiara – In questi ultimi giorni, anche a causa delle condizioni climatiche, i miasmi sono diventati insopportabili, con picchi nelle ore serali e notturne. Questa situazione non è più tollerabile”.

 

Il primo cittadino ha inoltrato una richiesta ufficiale alla Prefetta di Benevento per un nuovo incontro urgente con tutte le autorità competenti e chiede tempi certi per lo svuotamento dell’impianto. “La sola buona volontà e l’inizio dello svuotamento non sono più sufficienti”.

 

Mazzone annuncia due azioni concrete: “Il Comune di Pietrelcina si costituirà formalmente in giudizio dinanzi al TAR rispetto al ricorso nel merito avanzato dalla ditta proprietaria che è stato notificato ieri, per tutelare la salute e il benessere della nostra comunità. E nelle more della decisione, sono pronto a sostenere e partecipare a ogni forma di protesta necessaria, unendomi al comitato costituitosi e a chiunque senta l’esigenza di far sentire con forza e civiltà la voce del nostro territorio”.

Dure le parole della consigliera di Pesco Sannita Barbara Vetere, ex assessora. “Leggo oggi prese di posizione molto forti, e ben vengano. Però una domanda è inevitabile: perché tutta questa determinazione non si è vista quando l’impianto veniva autorizzato? Oggi è facile rincorrere l’emergenza, molto più difficile è prevenire. La politica dovrebbe fare soprattutto questo”.

 

Vetere non è contraria al biometano in linea di principio, ma chiede chiarezza: “Perché questo impianto è stato realizzato proprio qui? Quali valutazioni hanno portato a questa scelta? Occorre avere il coraggio di ricostruire tutta la vicenda, capire chi ha deciso, chi ha autorizzato e chi è rimasto in silenzio”.

 

La replica di Mazzone non si è fatta attendere: “Le tue parole mi sorprendono perché credo non finalizzate alla causa ma a soffiare sul fuoco per ottenere un effimero consenso. L’impianto è stato autorizzato in Procedura Semplificata come previsto dal legislatore, senza coinvolgimento dei comuni confinanti. Se dopo diverse conferenze di servizi viene approvato un progetto e poi il proprietario non realizza quanto previsto, mi dovevo opporre a monte? E tu, in qualità di consigliera del comune confinante, se immaginavi criticità perché non hai mai sollevato perplessità?”.

A Pietrelcina, paese natale di Padre Pio e meta di pellegrinaggi, la preoccupazione è doppia. I commercianti si chiedono “cosa offriamo ai turisti e alle famiglie?”. La risposta è sempre la stessa: miasmi, cattivo odore e puzza per tutta la giornata.

Sui social i commenti sono durissimi. Graziella Lombardi: “Una puzza insopportabile, la notte finestre chiuse come faranno chi non ha i condizionatori”.

Gianni Spada: “Stanno compromettendo la salute di tanti cittadini. Mai avuto problemi agli occhi, ora mi bruciano in continuazione”. Marianna Aucone: “Non siamo vicini ma è insostenibile, figuriamoci chi abita vicino”. Giuseppe Vegezio e Maria Petroccia: “Da chiudere, subito”.

 

L’impianto, nato per produrre energia rinnovabile da reflui zootecnici e matrici organiche, oggi rischia di diventare un “mostro” che allontana turisti e danneggia la qualità della vita. Mentre Comune e cittadini chiedono interventi immediati, il confronto politico si fa sempre più acceso e la protesta in piazza è dietro l’angolo.

 

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