Olio, l’allarme dei frantoiani: “Senza interventi urgenti a rischio il ritiro delle olive”
È allarme nel comparto olivicolo-oleario italiano. Le principali associazioni nazionali e territoriali dei frantoiani hanno sottoscritto un documento unitario inviato al Ministero dell’Agricoltura e alle Regioni per denunciare una crisi che, senza interventi immediati, potrebbe compromettere il regolare avvio della prossima campagna olearia.
Secondo le organizzazioni firmatarie, molti frantoi rischiano di non essere nelle condizioni di ritirare e pagare le olive della nuova raccolta a causa della saturazione dei depositi, ancora occupati dalle giacenze invendute della scorsa stagione, e della grave carenza di liquidità. L’immobilizzo dei capitali nel prodotto stoccato impedisce infatti alle imprese di affrontare i costi della nuova campagna.
A pesare sulla situazione è anche il crollo delle quotazioni di mercato dopo che, nell’ultima campagna, i frantoiani avevano acquistato la materia prima a prezzi molto elevati. Oggi molte aziende si trovano costrette a scegliere se conservare l’olio in deposito o venderlo in perdita, mentre continuano ad aumentare i costi di energia, trasporti, logistica e gestione degli scarti di lavorazione.
«Il rischio è concreto: senza spazio nei depositi e senza liquidità molti frantoi potrebbero non essere in grado di ritirare e pagare le olive della prossima campagna», ha dichiarato Alberto Amoroso, presidente di AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, sottolineando come la crisi non riguardi soltanto le imprese di trasformazione ma l’intera filiera olivicola nazionale.
Le associazioni denunciano inoltre il mancato coinvolgimento dei rappresentanti dei frantoiani nei principali tavoli istituzionali dedicati al settore, compreso il Tavolo Olio convocato dal Ministero dell’Agricoltura lo scorso 14 luglio.
Per questo chiedono la convocazione urgente di un tavolo di crisi con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e gli assessori regionali competenti, per individuare misure in grado di evitare il blocco dei ritiri e sostenere la stabilità economica delle imprese. Tra le proposte figura anche una moratoria sulle esposizioni bancarie dei frantoi da promuovere attraverso l’ABI.
Il documento è sottoscritto da AIFO, FOA Italia, Assofrantoi, CNA Agroalimentare e Confartigianato Frantoiani, insieme a numerose associazioni regionali di Sicilia, Calabria e Puglia. Per i firmatari, salvaguardare i frantoi significa garantire un futuro agli olivicoltori, tutelare l’occupazione e preservare una delle filiere simbolo dell’agroalimentare italiano.



Commenti