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Valle (CGIL Benevento): “Il Sannio torni al centro dello sviluppo delle aree interne”

Un piano strategico per rilanciare il Sannio attraverso infrastrutture, servizi, lavoro e politiche di sviluppo. È l’appello lanciato dalla CGIL di Benevento, che chiede a Governo e Regione un cambio di passo per contrastare lo spopolamento e restituire centralità alle aree interne.

Secondo il sindacato, la provincia sannita sta attraversando una fase di forte difficoltà economica e sociale, segnata dalla diminuzione dell’occupazione, dalla fuga dei giovani, dall’invecchiamento della popolazione e dalla progressiva riduzione dei servizi pubblici. Una situazione che, secondo la CGIL, richiede interventi straordinari e una programmazione di lungo periodo.

«Il Sannio possiede un patrimonio straordinario di competenze, produzioni agricole, eccellenze manifatturiere, cultura e paesaggio – si legge nella nota – ma queste potenzialità continuano a essere frenate da un isolamento infrastrutturale che limita lo sviluppo e scoraggia nuovi investimenti».

Per il segretario generale della CGIL Benevento, Luciano Valle, è necessario restituire al territorio quella centralità geografica ed economica che, storicamente, ne aveva fatto uno dei principali crocevia del Mezzogiorno.

Tra le priorità indicate dal sindacato figurano il completamento della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, con la valorizzazione del nodo di Benevento, il potenziamento della linea Benevento-Cancello-Napoli, l’ultimazione della Fortorina (SS 212) e l’adeguamento a quattro corsie della Telesina (SS 372).

La CGIL chiede inoltre la riqualificazione della rete viaria provinciale, il rafforzamento dell’Interporto di Ponte Valentino e dell’area industriale ASI con la realizzazione dello scalo merci, investimenti nelle infrastrutture digitali e un rilancio del trasporto pubblico locale per migliorare i collegamenti tra i comuni, le aree industriali, l’Università del Sannio, gli ospedali e le principali stazioni ferroviarie.

Ampio spazio viene dedicato anche alla tutela dell’ambiente, con la valorizzazione del patrimonio montano e la salvaguardia dei corsi d’acqua della provincia.

Per il sindacato, però, le infrastrutture da sole non bastano. Servono politiche industriali capaci di attrarre nuovi investimenti, sostenere le imprese locali e favorire il collegamento tra università, ricerca e sistema produttivo. Fondamentali anche gli investimenti nella sanità pubblica, nella medicina territoriale, nei servizi sociali, negli asili nido, nelle politiche per i giovani e nell’assistenza agli anziani.

La proposta della CGIL è quella di un grande Patto per lo sviluppo delle aree interne, che coinvolga Governo, Regione Campania, Provincia, Comuni, Università, imprese e organizzazioni sindacali.

«Le aree interne non possono più essere considerate periferie – conclude Luciano Valle –. Il Sannio non chiede privilegi, ma la possibilità di competere ad armi pari, valorizzando la propria posizione geografica, la propria storia e le proprie competenze. Non possiamo assistere inermi alla perdita di oltre 1.500 residenti ogni anno. Servono azioni concrete per trattenere i giovani, attrarre imprese e creare buona occupazione».

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