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Sannio Acque nelle mani di Acea

Tre città, Solopaca, Campoli del Monte Taburno e Campolattaro, per ora Benevento non fa parte del lotto. Stiamo parlando di Sannio Acque che ieri ha consacrato dinanzi al notaio Santomauro la propria costituzione in ente idrico a partecipazione privato-pubblica. Una accelerazione rispetto ai tempi, tre soli i comuni che vi hanno aderito, Forgione, il presidente è però dell’avviso che in un anno e mezzo al massimo anche gli altri vi faranno parte; e c’è sempre la Corte dei Conti che incombe col suo parere obbligatorio ma non vincolante e che continua ad essere assai perplessa circa la sostenibilità economica dell’operazione. E che continui ad essere contraria lo sanno tutti. Lo sa Pompilio Forgione che però prospetta una sorta dio maggiramento della questione

Una accelerazione che non può non essere ascritta ad Acea, il socio privato, che ha urgenza di rientrare dei quasi 50 mln spesi per sanare i buchi di Gesesa, che uscirà di scena a novembre, e che ha voglia di essere egemone in questa partita. Amministratore delegato e direttore generale, per altro presenti ma silenti in sala giunta, spettano ad Acea Sannio e pure il diritto di veto; insomma col 45%  Acea si prepara ad essere solo apparentemente minoranza rispetto al 55% nominale dei comuni che vorranno far parte di Sannio Acque e le cui quote dilazionate renderanno neutralizzabile la presunta maggioranza pubblica.

Una società che raggruppasse le quote dei comuni, come è stato da più parti accennato, quella si che potrebbe fronteggiare Acea e far pesare la preponderanza pubblica nelle scelte gestionali e di orizzonte organizzativo. Una soluzione che sarebbe una sorta di compromesso tra chi vorrebbe una totale gestione pubblica dell’acqua e chi con riluttanza accoglierebbe anche la presenza del privato. Va da se che questa soluzione non può star bene all’azienda romana il cui primo obiettivo è rientrare di quei 50mln di cui sopra e perchè no fare anche eventualmente profitto, rebus sic stantibus. La domanda l’abbiamo posta a Forgione, il presidente di Sannio Acque, che però è diplomatico nella risposta sapendo bene della irreversibilità di questa soluzione.

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