Vini d’Irpinia, il Consorzio avvia un’indagine tra i produttori sulla regolamentazione dei volumi
Il Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia, con il fine di migliorare il funzionamento del mercato dei vini DOCG e DOC d’Irpinia, in riferimento alla su citata Legge n. 238/2016 e del Decreto 18 luglio 2018, evidenzia che:
«Ai sensi di quanto previsto dall’art. 39: “Le regioni, in ogni caso, al fine di migliorare o di stabilizzare il funzionamento del mercato dei vini, compresi le uve e i mosti da cui sono ottenuti, e per superare squilibri congiunturali, su proposta e in attuazione delle decisioni adottate dai consorzi di tutela e sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative e le organizzazioni professionali della regione, possono stabilire altri sistemi di regolamentazione della raccolta dell’uva e dello stoccaggio dei vini ottenuti in modo da permettere la gestione dei volumi di prodotto disponibili, compresa la destinazione degli esuberi di produzione di uva e della resa di trasformazione di uva in vino di cui all’articolo 35”».
Si ritiene necessario, per consentire un miglior equilibrio tra domanda e offerta, poter valutare, a partire dalla campagna viticola 2027/28, di disciplinare per le tipologie Greco di Tufo, Fiano d’Avellino e Taurasi la quantità del volume complessivo di vino da immettere nel mercato.
Per quanto sopra esposto, il Consorzio promuove questa prima indagine tra i produttori in regime “erga omnes” con il fine non ultimo che da questo confronto pro-attivo con tutta la filiera di produzione possano scaturire le giuste prerogative per una programmazione corretta delle produzioni DOCG e DOC d’Irpinia.
Di seguito l’indagine:
Indagine_Consorzio_Vini_Irpinia_Art39




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