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Airola, tornano i VV.FF. ma è solo fumo circoscritto. Livelli tossici in ribasso

Iniziate le operazioni di messa in sicurezza presso lo stabilimento della Ecoenergy ad Airola. Gli addetti ai lavori stanno procedendo a selezionare i cumuli e stamattina da una delle cataste si è levata una fumarola che ha richiesto l’intervento di una squadra dei Vigli del Fuoco di Bonea che ha rilevato come il fumo sia fuoriuscito da una cassa contenete materiale ancora caldo che a contatto con l’aria avrebbe innescato il piccolo pennacchio. Tutto è sotto controllo. Allertato anche il sindaco Falzarano che ha preso contezza di quello che si sta sta facendo nfuori ne dentro lo stabilimento. Episodi del genere ce ne potrebbero essere anche in seguito e quindi l’attenzione resta altissima.

 

Intanto sul versante dei controlli e dei rilevamenti si registra una buona notizia. Dalla riunione che c’è stata ieri in prefettura ad Avellino parrebbe superata la fase emergenziale e sarebbero state allentate le misure cautelative mentre proseguono le verifiche sulle produzioni agricole.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sugli ultimi risultati del monitoraggio ambientale e sulle attività di campionamento dei prodotti agroalimentari nell’area interessata dai fumi dell’incendio.
Le rilevazioni ambientali condotte dall’ARPAC hanno evidenziato valori estremamente bassi di inquinanti, in particolare diossine e PCB, ormai consolidati al di sotto dei limiti di rilevabilità degli strumenti utilizzati.
Si diceva delle operazioni di messa in sicurezza del sito. Stando ai rilevamenti effettuati nel 2024, periodo cui risale il sequestro giudiziario stabilito dal Tribunale di Benevento, nell’aprile di quell’anno erano presenti 16mila e 596 chili di materiale, di molto superiore alla capienza del capannone. Nelle analisi chimiche realizzate tra maggio e giugno 2024 emerge quella dell’ 11 giugno in  cui i rifiuti presi in esame furono classificati come ecotossici HP14 e quindi cioè Speciale Pericoloso. Le sostanze andavano dall’Antracene al Fluorantene, dall’Acenaftilene all’Acenaftene al Fluorene.
Insomma, una vera e propria bomba ecologica stipata in quegli ambienti da ben due anni e che il 31 agosto è divampato nello spaventoso incendio durato quasi una settimana.

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