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Manifestazioni e sicurezza, l’appello dell’ex segretario Uil Bosco: «La libertà di manifestare non giustifica la violenza»

“Un plauso alle forze dell’ordine per il lavoro svolto durante le manifestazioni di ieri e un appello ai giovani a non confondere il diritto di protestare con la violenza. È il messaggio dell’ex segretario generale della Uil di Benevento, già comandante della Polizia municipale del capoluogo sannita, intervenuto sugli ultimi episodi che hanno interessato le piazze italiane.

Nel suo intervento fa riferimento anche alle indiscrezioni sul presunto fermo di un trentenne, ritenuto promotore del cosiddetto «Movimento 17 ottobre» e individuato, secondo le notizie circolate, grazie all’attività della Polizia Postale. Una circostanza che, in assenza di conferme ufficiali, resta da verificare.

L’attenzione si concentra soprattutto sulle manifestazioni di Milano, Bologna, Roma e Napoli. Secondo l’ex dirigente sindacale, ieri non si sarebbero ripetuti gli episodi di devastazione registrati la settimana precedente. Un risultato che attribuisce anche all’attività di prevenzione delle forze dell’ordine e al rafforzamento dei servizi di sicurezza.

Da qui il riconoscimento agli uomini e alle donne impegnati sul campo, chiamati a gestire situazioni delicate e a contenere eventuali gruppi violenti.

Il passaggio più significativo del suo intervento è rivolto ai giovani. Forte della propria esperienza nelle manifestazioni sindacali, alle quali afferma di aver partecipato sempre pacificamente, l’ex segretario Uil ricorda che scendere in piazza per esprimere le proprie idee è un diritto fondamentale.

«La libertà di manifestare è un diritto prezioso garantito dalla nostra Costituzione», sottolinea, distinguendo però la protesta pacifica dagli atti di violenza e illegalità.

Il messaggio è chiaro: si può contestare, dissentire e chiedere cambiamenti senza danneggiare le città o mettere a rischio l’incolumità altrui. Quando una manifestazione degenera in comportamenti illegali, ricorda, le responsabilità individuali devono essere accertate dall’autorità giudiziaria.

L’appello si chiude con un richiamo al rispetto delle regole e al ruolo delle forze dell’ordine, perché la libertà di manifestare e la sicurezza dei cittadini devono poter convivere, senza lasciare spazio alla violenza.

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