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San Carlo Acutis, una serata di fede, musica e testimonianza

San Carlo Acutis, una serata di fede, musica e testimonianza

Una chiesa gremita, attraversata dal silenzio della preghiera, dalla curiosità dei più giovani e dall’emozione di una testimonianza capace di parlare al cuore. Venerdì sera, nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Prati, a Roma, la figura di San Carlo Acutis ha riunito generazioni diverse in un incontro di fede, ascolto e riflessione. Bambini, ragazzi, famiglie: una comunità raccolta intorno alla storia di un giovane santo che continua a interrogare il presente e ad aprire orizzonti di speranza.

A vent’anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Carlo ha preso voce attraverso le parole della madre, Antonia Salzano Acutis, protagonista di un dialogo intenso, capace di restituire, oltre l’immagine del santo, il volto del ragazzo: la sua quotidianità, le amicizie, la passione per l’informatica, l’amore per l’Eucaristia e quella particolare attenzione verso chi viveva ai margini, verso i poveri e le persone più fragili.

A introdurre l’incontro, che ha visto la collaborazione del  regista Giuseppe Aquino, il saluto del parroco don Gianpiero Antonicelli. A guidare la conversazione, don Walter Insero,ideatore dell’evento che ha accompagnato il racconto di Antonia Salzono lungo i passaggi di una vita breve, ma capace di lasciare un segno profondo. Non una santità distante, confinata in una dimensione straordinaria, ma una fede vissuta nelle pieghe dell’esistenza, nelle scelte di ogni giorno, nella capacità di riconoscere nell’altro una presenza da accogliere.

E proprio i giovani sono diventati parte viva della serata. Numerose le domande, gli interventi spontanei, le curiosità emerse da una platea tutt’altro che silenziosa o distante. Un dialogo autentico, in cui la testimonianza di Carlo ha incontrato le inquietudini, le attese e le domande delle nuove generazioni, trasformando l’ascolto in occasione di confronto e ricerca.

A dare ulteriore profondità all’incontro, la musica di Filippo Lui. Le melodie dell’organo e del sintetizzatore hanno avvolto la chiesa in una dimensione evocativa, accompagnando parole e silenzi, raccoglimento e commozione. Suoni capaci di dilatare il tempo, di suggerire un viaggio interiore nel quale memoria, spiritualità ed emozioni si sono intrecciate, fino a diventare parte di un’unica esperienza.

«Non sprecare la vita in cose inutili»: il titolo scelto per l’appuntamento si è fatto così filo conduttore di una serata che non ha offerto soltanto il racconto di una vita esemplare, ma un invito a interrogarsi sul senso delle proprie scelte, sul valore del tempo, sulla possibilità di trasformare talenti e passioni in gesti di generosità.

Canonizzato da Papa Leone XIV nel settembre 2025, Carlo Acutis continua a parlare con il linguaggio semplice e universale della sua età, mostrando come la fede possa abitare il mondo contemporaneo senza estraniarsi dalla realtà, ma attraversandola con uno sguardo diverso.

A Roma, nella chiesa di Prati, il suo ricordo si è fatto presenza condivisa. Tra preghiera, testimonianza e musica, la serata ha lasciato in chi c’era qualcosa che va oltre le parole ascoltate: la possibilità di riscoprire, anche nella vita di tutti i giorni, uno spazio per l’essenziale. Perché talvolta un incontro non consegna risposte definitive, ma accende domande nuove. E proprio da quelle domande può nascere un cammino di consapevolezza, di fede e di speranza.

 

 

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