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Airola| “Il Dono della Libertà”: Bruno Menna presenta il suo libro

Airola| “Il Dono della Libertà”: Bruno Menna presenta il suo libro

25 Ottobre 2017 | by Anna Liguori
Airola| “Il Dono della Libertà”: Bruno Menna presenta il suo libro
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Nell’ambito della rassegna culturale “Incontri con l’Autore”, organizzata dalla Pro Loco di Airola, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, sabato 28 ottobre alle ore 17:30, nella sala consiliare del Comune di Airola, sarà presentato il libro dal titolo: “IL DONO DELLA LIBERTA’ – Storia e storie di prigionieri” Aesse Grafica di Bruno Menna. Dopo i saluti di Michele Napoletano, Sindaco di Airola e della dott.ssa Angelina Capone, assessore  omunale alla Cultura, alle Arti e alle Tradizioni popolari, seguirà l’intervento del prof. Samuele Ciambriello, docente all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. La serata sarà moderata dal presidente della Pro Loco dott. Ettore Ruggiero. Concluderà l’autore Bruno Menna.
Nelle 112 pagine del libro l’autore racconta le storie dei soldati italiani finiti in mano nemica, prima e dopo l’8 settembre. Prigionieri o internati, costretti a lavorare per il Reich o a cooperare con gli Alleati. Un numero impressionante, senza tener conto dei dispersi; un milione e trecentocinquantamila, così come emerso dalla relazione, nella primavera del 1947, del ministro Facchinetti. In ogni luogo del globo: dalla Germania alla Russia, dalla Francia ai Balcani, dal Medioriente alle Indie, dalla Gran Bretagna all’Australia, dall’Africa all’America. Affamati, malati, segnati. Assetati di libertà. Piagati ma non piegati dalle angherie, dagli abusi, dalle rinunce. Vittime della Guerra e del Dopoguerra. Figli del Fascismo e della Monarchia, figliastri della Resistenza e della Repubblica; di chi li aveva mandati al fronte e di chi li avrebbe accolti tra ritardi, diffidenze e ritrosie inenarrabili; di chi non aveva a cuore le loro sorti e di chi voleva schivare il peso della sconfitta. Il calvario di vite minuscole. Dalle periferie dell’esistenza al ritorno nella patria sfigurata, rimpianta, spesso ostile ma mai rinnegata. Dentro la trincea che divide l’onore e il disonore. Lungo il labile confine che separa la memoria dall’oblio, dopo aver sacrificato affetti familiari, ideali, passioni, emozioni, gli ardori della giovinezza. Tra privazioni, paure e soprusi indicibili; atrocità, sofferenze e patologie inestinguibili; lettere d’amore, inquietudini, amicizie indissolubili. Alimentando, fino all’ultimo respiro, il sogno senza risveglio, la trama ininterrotta, l’utopia mai rimossa, la speranza mai riposta che l’Europa che loro avevano attraversato in rovine, sapesse accogliere e proteggere uomini, donne e bambini in fuga dai conflitti, dalle persecuzioni, dalle povertà. E fare a meno di recinti, muri e filo spinato.

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