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Tecnologie

Open TLC verso il secondo numero

Open TLC è il nuovo prodotto editoriale voluto dall’Associazione Assoprovider (associazione nazionale che annovera al suo interno oltre 200 imprenditori ) che da anni è impegnata sul versante della lotta al digital divide. Il primo numero, stampato in 18mila copie, è stato inviato gratuitamente ai Sindaci di tutte le Città italiane nonchè a tutti i Parlamentari. Non sono state, ovviamente, tralasciate le istituzioni universitarie e di ricerca del settore. Il primo numero è stato dedicato interamente alle motivazioni che hanno indotto l’Associazione a puntare su un giornale cartaceo pur essendo composta da soggetti particolarmente impegnati sul versante del virtuale. Tanti gli argomenti  trattati e le problematiche poste al centro della proposta. Al di là di qualsiasi valutazione soggettiva, i riscontri ricevuti sono stati numerosi e gli apprezzamenti diversificati e mirati a continuare nell’iniziativa. Alla luce di tutto ciò, si è avviato con entusiasmo il lavoro che porterà alla realizzazione del secondo numero. La sicurezza informatica e il rapporto tra politica e problematiche legate alla rete saranno alla base dello stesso. Si prevede l’uscita entro il prossimo mese di Febbraio e, in contemporanea, si punta all’organizzazione del Convegno annuale dell’Associazione rinviato per evidenti motivi legati alla diffusione del COVID 19. Sarà quella l’occasione giusta per presentare ufficialmente in pubblico l’iniziativa nel tentativo di coinvolgere quante più energie possibili sul fronte della  risoluzione dell’annoso problema della mancanza di internet soprattutto nelle zone interne della nostra Nazione. Mai come in questo momento, infatti, risulta necessario coprire tutto il territorio alla luce dell’aumento di diffusione del lavoro e della scuola a distanza. La tutela dei piccoli e medi provider risulta essere strategica in tale direzione ma appare sempre più difficile e complicato farlo diventare un elemento di decisione per chi detiene le leve del governo e per chi, troppo spesso, sembra essere solo interessato ad ascoltare le sirene dei gestori monopolistici dimenticando i sacrifici e il grande impegno messo in campo dagli operatori presenti nelle singole realtà territoriali.

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