Presidenziali, “decariani del dissenso” votano Lombardi. Antimastellisti fra astensione e voto a Cataudo
Domenica le Presidenziali provinciali. Lombardi e Cataudo, corsa a due per la poltrona più prestigiosa della Rocca che a meno di scossoni clamorosi e franchi tiratori sempre in agguato dovrebbe sorridere al presidente uscente. L’elezione di secondo livello esalta il voto ponderato e a Benevento Mastella ha catechizzato i suoi, non senza gli opprtuni avvertimenti, perchè la continuità alla Rocca tiene accesa la fiammella del futuro; un clamoroso tonfo sarebbe l’anticamera di conseguenze di incalcolabile entità per il mastellismo già squassato dalle indagini giudiziarie.
Ecco perchè l’appuntamnento di domenica diventa fondamentale per l’intero apparato di potere mastellista e la conseguente vittoria confermemerebbe che nonostante tutto, per via politica, Mastella resta inattaccabile. E dalla sua concorrono i distinguo in casa d’altri. Nel PD decariano, quelli del dissenso come i Pepe di Apice, gli anti alla Palumbo e qualche sindaco dissidente e altri cespugli dem voteranno Lombardi; gli ortodossi voteranno ma non per Lombardi in nome del ragionamento di cui lo stesso Farese si rese interprete e che cioè non c’è il centrosinistra presente in queste elezioni di secondo livello. Il che è un paradosso, ovviamente.
Un ragionamento che finisce per coinvolgere anche i partiti della sinistra identitaria. I socialisti di Avanti-Psi Sannio ribadiscono la propria collocazione nell’area di centro sinistra, ma ritengono pregnante la peculiare situazione del Comune di Benevento, sostenendo che “non sussistono le condizioni per la partecipazione al voto dei consiglieri socialisti della città capoluogo oppositori dell’amministrazione Mastella.
E sulla stessa frequenza d’onda Sinistra Italiana. Anna Maria Mollica aveva provato ad introdurre l’ipotesi di una terza via, apprezzata da molti ma non seguita politicamente. La Mollica spiega le ragioni dell’astensione che a suo avviso resta l’unica opzione possibile.



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