PNRR, miasmi e comitati, i teatri della polemica politica
Riprende la settimana politica dal punto in cui si è interrotta nel weekend sebbene si possa dire che la polemica non sia andata al mare. Due i temi che scuotono l’ambiente. Partiamo dal PNRR “per cui tanto reo tempo si volse” e pare che altro ancora debba volgerne. La eco del dossier parlamentare sulla spesa del Piano in Campania e a Benevento continua a muovere gli animi. Per l’opposizione di ApB essa è insufficiente e i numeri certificano i ritardi.
“Sindaco e Vice Sindaco sottolineano che la spesa PNRR rendicontata si è assestata su un soddisfacente 70%”, dicono i consiglieri di Aletrnativa, “ma è una lettura fuorviante e di comodo perchè per i 2/3 del valore complessivo, le opere finanziate sono ferme al palo non essendo stata rispettata la scadenza improrogabile del 31 agosto 2026,” ApB fa riferimento ai lavori della Torre, della Bosco Lucarelli e del Malies. Perifano e compagni chiedono la convocazione del Consiglio Comunale per sapere dove trovare i fondi per finire i lavori ed entro quanto tempo le opere potranno essere consegnate alla città.
Non si è fatta attendere la replica di Palazzo Mosti che accusa la minoranza di disfattismo e “smentisce categoricamente l’allarmismo infondato diffuso dai banchi dell’opposizione consiliare”. Mastella e De Pierro confermano che “i cantieri non sono fermi e i grandi progetti, come il Polo Sala o l’area Malies, sono in piena e fisiologica fase esecutiva” e definisce “lievi assestamenti” i ritardi nel cronoprogramma che non sarebbero colposi “ma l’inevitabile risposta a criticità strutturali e nazionali”. E sul Consiglio comunale esso non è ritenuto urgente perché l’Amministrazione non nasconde lo stato dei lavori ai cittadini”.
Insomma, è già iniziata la campagna elettorale, par di capire, che si declina, senza alcuna volontà precostituita da parte dei fautori è bene dirlo, anche sul versante delle mobilitazioni dal basso circa miasmi e disservizi vari. Torna a fare sentire la propria voce il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe che rilancia la piaga del fetore “che mai non resta” e chiede nuovi sopralluoghi ad ARPAC e ASL con particolare riferimento alle modalità di movimentazione, manipolazione e trasferimento delle matrici organiche verso il biodigestore centrale. Il comitato paventa iniziative pubbliche e pacifiche di protesta e mobilitazione dei residenti, qualora la situazione dovesse peggiorare.
In senso più generale il dibattito è alimentato soprattutto via social. Più o meno credibili profili promettono battaglia sui conti pubblici, non senza lanciare moniti di natura “draconiana” evitando però di manifestarsi apertamente e questo lascia parecchio perplessi, mentre sul Rione Libertà e la cosa non è affatto sorprendente perchè è sempre la che si vince o si perde una tornata elettorale, provengono gli squilli di tromba più acuti e sullo sfondo tutta una fitta rete di comitati di quartiere, più o meno autocostituitisi, alcuni non si sa se eterodiretti oppure no. Sta di fatto che è uno dei nuovi versanti su cui si concentra la polemica cittadina.




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