Centrodestra, ulteriore e stucchevole tentativo di ricomporre i cocci
Il centrodestra adveniente ma anche no. Un vero e proprio tormentone che ormai va in scena da almeno sette anni e sempre con lo stesso copione e cioè una ventilata intenzione di unità cui fa però seguito un comportamento che va nel senso esattamemnte contrario alle premesse di abbrivio. Una sorta di gioco delle ambiguità che a turno vede protagonista una delle due forze politiche maggiori e come convitato di pietra sempre lui, Clemente Mastella. E se nelle prime fasi era stato Fratelli d’Italia a cercare sponde presso l’uomo di Ceppaloni, con atteggiamenti per nulla indecifrabili, negli ultimi tempi ad avvicinarsi al leader di Noi di Cemntro è stata Forza Italia o per meglio dire una parte di essa e per decisione di Francesco Rubano, grazie anche ai suoi ottimi rapporti con Pellegrino Mastella. In entrambe le situazioni ad uscirne frustrato è il progetto di un centrodestra unito che assai difficilmente sarà tale anche alle prossime consultazioni amministrative della primavera 2027.
E tanto per tenere alta l’attenzione ecco arrivare un nuovo “grido di dolore” da parte dei segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati, rispettivamente Matera, Parisi e Alessandro Mauro che sostanzialmente si rivolgono ai risperttivi segretari regionali, anche a Fulvio Martusciello, per esporre le loro perplessità in merito ad una situazione, a Benevento, che sfugge ormai al controllo delle segreterie regionali vista la enorme ambiguità che si perpetua. Uno dei punti di questa falsa questione è l’appannaggio del candidato che dovrebbe andare a contendere a Mastella e alle più che probabili liste civiche, lo scettro di Palazzo Mosti. Che dovrebbe essere espressione di Fratelli d’Italia ma gli azzurri la pensano diversamente. Un documento redatto dalle segreterie regionali fa invece propendere l’opzione alla Fiamma e questo è alla base della prima parte di un documento politico che le tre forze politiche suddette hanno sottoscritto e che rivendicano.
“Prendiamo atto con favore e ci complimentiamo per l’indirizzo politico emerso dal recente tavolo regionale del centrodestra, che ha ribadito, ancora una volta, con chiarezza la necessità di preservare e rafforzare la compattezza della coalizione in tutti i Comuni chiamati al voto, a partire dai capoluoghi. Altro documento, dello stesso tenore, era stato sottoscritto prima delle comunali di primavera e nello stesso erano riportate anche indicazioni di candidature per tutti i capoluoghi di provincia.
Si tratta di una linea politica condivisibile e necessaria, che consideriamo un presupposto fondamentale per costruire un’alternativa credibile, coesa e competitiva ai governi di centrosinistra e alle esperienze civiche che si collocano al di fuori del perimetro della nostra coalizione.”
Poi un secondo cahier de doleances e proprio incentrato sul ruolo filomastelliano di Rubano e compagni.
“Tuttavia, riteniamo doveroso evidenziare come, nella provincia di Benevento, questo principio di compattezza sia da tempo venuto meno, in una situazione politica che precede persino le ultime elezioni provinciali e che, nel corso degli anni, ha assunto contorni sempre più evidenti e difficilmente conciliabili con l’appartenenza al centrodestra. Non possiamo, in particolare, dimenticare quanto accaduto in occasione delle elezioni provinciali, quando la Segreteria provinciale di Forza Italia ha sostanzialmente scelto di disimpegnarsi dalla competizione a sostegno del candidato alla Presidenza espressione del proprio stesso partito, finendo per favorire, direttamente o indirettamente, la candidatura riconducibile all’area politica di Clemente Mastella. Una condotta politicamente incomprensibile, soprattutto se rapportata alla necessità, oggi giustamente ribadita a livello regionale, di garantire lealtà, coerenza e sostegno reciproco tra le forze della coalizione.
Ma non si tratta di un episodio isolato.
Analoghe contraddizioni si riscontrano in importanti realtà amministrative del territorio sannita, a partire da Sant’Agata de’ Goti, così come in altri contesti istituzionali e territoriali, comprese le Comunità Montane, dove si sono consolidate dinamiche e convergenze politiche che appaiono sempre più distanti dal perimetro e dagli obiettivi del centrodestra, con sindaci di Forza Italia che sostengono giunte mastelliane. A breve si ripeterà la stessa dinamica alla Comunità Montana Tammaro – Titerno.
È evidente, pertanto, che non può esistere una linea politica regionale fondata sulla compattezza e sull’unità della coalizione se, allo stesso tempo, in alcuni territori vengono tollerate condotte e alleanze che vanno nella direzione opposta. La questione di Benevento non può più essere rinviata, né può essere considerata una semplice dinamica locale. È una questione politica che investe la credibilità dell’intero centrodestra regionale e la coerenza delle sue scelte. Per queste ragioni, chiediamo formalmente alle Segreterie Regionali di affrontare in maniera chiara e definitiva la situazione politica della provincia di Benevento, convocando un tavolo regionale ad hoc, con la partecipazione dei Segretari Provinciali delle forze politiche del centrodestra, affinché si possa fare piena chiarezza sulle alleanze, sulle responsabilità politiche e sulle prospettive della coalizione nel territorio sannita.
In quella sede riteniamo indispensabile ottenere una risposta a una questione che non può più restare ambigua: Forza Italia, nella provincia di Benevento, si riconosce realmente nel progetto politico del centrodestra e ne condivide le regole di lealtà e appartenenza, oppure ha ormai scelto, nei fatti, un percorso politico organico all’area Mastella e alle alleanze civiche che si contrappongono al centrodestra?
Non è nostra intenzione alimentare divisioni, ma esattamente il contrario: vogliamo che l’unità della coalizione sia un principio concreto, praticato da tutti, calato concretamente nelle realtà locali e non soltanto enunciato nelle dichiarazioni ufficiali.
Il centrodestra ha il dovere di presentarsi unito agli appuntamenti elettorali, ma questa unità deve fondarsi su comportamenti coerenti, alleanze riconoscibili, reciproca lealtà politica e rispetto tra alleati. Non si può chiedere compattezza a tutti e poi consentire che, in un territorio, questa venga sistematicamente disattesa senza che vi sia un chiarimento. Confidando nella vostra attenzione e nella necessaria assunzione di responsabilità politica, restiamo in attesa della convocazione del tavolo regionale richiesto.”
Una ulteriore contumelia che nasconde, molto probabilmente, il pretesto per una rottura definitiva, un sostanziale “ognuno per se Dio per tutti” che suggellerebbe l’apertura di una nuova fase scevra da condizionamenti e false aspettative.





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