Benevento| Cronaca di una crisi in assenza di crisi

La sua reazione, di pancia, che poi si può tradurre in antipolitica o in assenza di politica, ha lasciato quasi indifferenti i suoi interlocutori, che dinanzi all’insulto, piuttosto di rizzelarsi per gli epiteti subiti hanno preso a ricercare la possibilità di evitare lo scioglimento della consiliatura. Pics e bandi periferie rappresentano tanta roba, la loro gestione vale il disprezzo ceppalonico e d’altra parte lo ha ricordato la nota di Forza Italia, che nell’impeto di chiedere il ritiro delle dimisioni a Mastella ha richiamato all’attenzione l’imminente arrivo dei 100 milioni di finanziamenti “per la realizzazione delle opere che cambieranno il volto della città e che richiedono senso di responsabilità da parte di ogni singolo consigliere”. La inamovibilità delle berze consiliari sta proprio in questo: gestire la messe di quattrini che, inequivocabilmente, non si vuol lasciare ad altri in caso di nuove elezioni. Mastella sarebbe stato dell’avviso di fotterli tutti ma si è accorto di non potere estremizzare la crisi e allora ha cercato e sta cercando di trovare appigli per proseguire, S’ALTRI NOL NIEGA”. Col PD, ma pare che non gli sia andata bene, e allora dovrà, giocoforza, scendere a patti con gli stessi che ha insultato e già Mosè Principe, che gli ha chiesto un accordo politico che poi si traduce in un do ut des anche se lui nega recisamente, ha deciso che in assenza di “buona volontà” passerà all’opposizione. Insomma, i lillipuziani hanno tenaglie forti per legare gli attributi di Gulliver ma il Gigante è sempre nelle condizioni di sferrare il colpo decisivo. Cosa caccerà fuori dal cilindro? Non ci resta che attendere dopodomani.




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