Benevento, appello per salvare la Chiesa di San Francesco. La lettera della comunità laica
San Francesco d’Assisi transitò a Benevento nel 1210 o probabilmente nel 1222 mentre si recava in pellegrinaggio al Santuario di San Michele Arcangelo. Si racconta che all’epoca Benevento fosse flagellata da una grave siccità e che il Santo abbia pregato nella chiesa di San Costanzo e subito venne la pioggia, per cui in segno di ringraziamento la struttura venne donata ai francescani e si insediò la prima comunità di frati. Il convento con i due chiostri subì ingenti danni a seguito del terremoto del 1702 e ricostruitoinsieme a tutta la città.Dopo il periodo napoleonico e la soppressione degli ordini religiosi, i frati rientrarono solo nel 1815 quando la città tornò sotto il governo pontificio. Il convento fu nuovamente sgomberato per farne il Distretto militare.La definitiva riconsegna alla sua missione, nel 1968, consentìl’avvio di un’intensa azione di aggregazione umana e di culto ispirato alla spiritualità francescana.
L’impegno per evitare la cessione di questo importante cantiere di pace è un dovere delle autorità civili e religiose chiamate a difendere e a potenziare il ricchissimo patrimonio di beni culturali.Le stesse istituzioni che negli anni ’80 (in particolare Comune e Amministrazione provinciale) restaurarono un’intera ala del convento ipotizzando la creazione di un “monastero di città” dove proporre a frati e laici percorsi di spiritualità e di riflessione esistenziale in una società di corsa. Il complesso di San Francesco, dopo avere superato terremoti e guerre, dopo essere sopravvissuto a Napoleone e a Garibaldi,non dovrà arrendersi di fronte a problemi di ordine finanziario e organizzativo. Si tratta di una battaglia comune, che può incidere sul futuro della società locale.
La comunità laica della chiesa di San Francesco



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