5 Stelle ai nastri di partenza col convitato di pietra Mastella
Il giorno della presentazione dei 5 Stelle per le prossime Regionali di novembre. Giovanni Romano e Francesca Maio i rappresentanti del Movimento che vanta Fico come portacolori. Per l’occasione c’era anche la coordinatrice dei Gruppi Territoriali sanniti Ricciardi, reduce da una stagione di forti contrasti interni che sembrano superati ma non senza asperrime difficoltà.
Uniformati al volere di Roma quasi tutti i gruppi resta quello caudino in posizione assai critica e il motivo è quello che si conosce bene; la decisione di accettare la coabitazione con Mastella che in un primo momento era maldigerita da tutti i militanti. Compreso Giovanni Romano che ammette però senza problemi che la iniziale ritrosia era palese ma contestualizzata al momento politico.
Certo è che i pentastellati viaggiano sul filo del rasoio. Mastella ha da sempre ribadito che l’alleanza a Napoli deve essere fatta seguire da una eguale situazione a Benevento e questo non è argomento di poco conto. E fino ad un certo punto vale la giustificazione legata alle scelte romane da dover accettare. Si prenda ad esempio la questione dell’acqua; i 5 Stelle la vogliono interamente pubblica, Mastella invece è di avviso diverso e predilige la compartecipazione privata. Qui Romano è più netto.
Che dire? De doman non v’è certezza, sosteneva il Magnifico, e dello stesso avviso è pure Sabrina Ricciardi che proprio sull’argomento degli apparentamenti futuri è stentorea





Certamente il sodalizio imposto dall’alto ha fatto storcere il naso e non poco, tanti su sono tappati le narici. Penso che questa alleanza non sarà digerita facilmente dalla base. L’analisi più sintetica la si può racchiudere appunto con le posizioni diametralmente opposte sulla questione dell’acqua e non è cosa di poco conto. Tanti altri punti dicotomici restano su questo apparentamento che credo duri il tempo di una saetta, conoscendo le fibrillazioni politiche che hanno contraddistinto il percorso politico del “vate viandante” di Ceppaloni. Chi vivrà, vedrà